Archivio | Progetti RSS feed for this section

Gino Strada: a Ponticelli, est di Napoli, un poliambulatorio di Emergency

7 Mag

164988_10151567193171357_1653438923_nManca poco. Il tempo necessario per superare i vincoli burocratici e ottenere le autorizzazioni e a Ponticelli, est di Napoli, Emergency potrà far arrivare la propria esperienza con un poliambulatorio. Altre iniziative del genere sono state già avviate in Italia a Palermo, Marghera, Castel Volturno e Polistena. Il fondatore Gino Strada ha incontrato il direttore generale della Asl Napoli 1, Ernesto Esposito, e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Una riunione che è servita per capire a che punto è arrivato il progetto che Asl ed Emergency sottoporranno alla Regione Campania e al Comune di Napoli.

Il polimabulatorio sarà allestito nel parco De Filippo, riaperto qualche tempo fa dopo essere stato vandalizzato. “La volontà da parte delle istituzioni c’è – ha commentato Strada – spero che la procedura abbia tempi rapidi perchè la gente di Ponticelli ha bisogno anche di questa struttura”. Il poliambulatorio, infatti, non sarà destinato solo agli stranieri temporaneamente residenti, ma anche agli utenti di Barra-Ponticelli, che, secondo i dati, sono circa 100mila. “Il poliambulatorio ha una valenza sociale – ha aggiunto Strada – Ponticelli non è certo uno dei quartieri più facili della città. Seguiamo questo percorso e andiamo di corsa per dare risposte”.

A breve, ha fatto sapere de Magistris, “sarà firmato un atto tra Regione, Comune, Asl ed Emergency, attraverso il quale assegneremo questo bene, il parco De Filippo, di circa 700metri quadri”.

Per il sindaco, la collaborazione per la nascita del poliambulatorio è “una risposta significativa per la gente del quartiere”. A Ponticelli il primo passo sarà partire con una struttura mobile, nell’attesa che siano avviati i lavori per l’immobile che ospiterà poi il poliambulatorio. Asl Napoli 1 ed Emergency hanno messo a punto un progetto che sarà presentato alla Regione Campania e al Comune di Napoli. “Una forma di collaborazione che permette risparmio di risorse e miglioramento dei servizi erogati – ha concluso Esposito – Con il progetto apriamo l’Asl a nuove forme di collaborazione, nell’interesse di chi si rivolge al servizio sanitario. L’obiettivo è diventare un modello replicabile anche in altre Asl”.

Fonte: napoli.repubblica.it

Articolo tratto da: napoli.repubblica.it

Io aderisco: senza corruzione riparte il futuro, l’appello di Don Luigi Ciotti

13 Feb

“Firmiamo per non essere cittadini a intermittenza che rispondono soltanto in momenti di grande emotività . Dobbiamo metterci in gioco noi e chiedere di mettersi in gioco a chi si è candidato per creare insieme un nuovo patto. La lotta alla corruzione – e non solo alla corruzione – ha bisogno di graffiare le coscienze degli uni e degli altri in modo chiaro, pulito e trasparente. È un atto di democrazia”.

“Questa petizione è fatta per coltivare il futuro”.

Don Luigi Ciotti

“La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi in Europa vivono il problema in maniera così acuta (ci seguono solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali” – si legge dal sito: www.riparteilfuturo.it

Continua: “Il prossimo 24 e 25 febbraio verremo chiamati a eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento. È il momento di chiedere che la trasparenza diventi una condizione e non una concessione, esercitando il nostro diritto di conoscere.

Per questo domandiamo adesso, a tutti i candidati, indipendentemente dal colore politico, di sottoscrivere 5 impegni stringenti contro la corruzione. Serviranno per potenziare la legge anticorruzione nei primi cento giorni di legislatura e per rendere trasparenti le candidature”.

  • Inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”.
  • Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti.
  • Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato.
  • Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale.
  • Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari.

La petizione può essere firmata da chiunque, non solo dai candidati. Si legge sul sito infatti: “Più siamo a firmare questa petizione, più i candidati dovranno ascoltare le nostre richieste. Firma adesso per un futuro senza corruzione”.

Per firmare basterà cliccare sul link: www.riparteilfuturo.it e lasciare i dati.

Tra i candidati trasparenti spiccano i nomi di Pierluigi Bersani (http://www.riparteilfuturo.it/politici/pier-luigi-bersani/), Nichi Vendola (http://www.riparteilfuturo.it/politici/nichi-vendola/) e Antonio Ingroia (http://www.riparteilfuturo.it/politici/antonio-ingroia/).

La lista è comunque consultabile su: http://www.riparteilfuturo.it/braccialetti-bianchi/.

Oggi Emergency compie 18 anni. Ha curato 4 milioni e mezzo di persone.

15 Mag

18 anni fa nasceva Emergency. Un’idea un pò “folle”, condivisa da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, che volevano raccontare non più storie di guerra, ma storie di pace. Ed è la stessa Cecilia, presidente di Emergency, a dirlo: “C’erano una volta persone che rifiutavano armi ed eserciti, scontri e battaglie, soprusi e violenze. Che parlavano di altri uomini e donne, non di nemici. Che parlavano di diritti e di dignità, che pensavano che un mondo diverso era possibile, e che si poteva fare in molti modi: costruendo ospedali, per esempio”.

Loro ci hanno creduto e ci sono riusciti. In ben 18 anni di attività le operazioni di Emergency nel mondo sono tantissime. Hanno curato oltre 4 milioni e mezzo di persone, costruendo ospedali, portando personale e offrendo cure di qualità e gratuite.

L’associazione però vive grazie al nostro contributo. Dagli ultimi dati emersi, Emergency ha riscosso più fiducia da parte di tutti gli italiani, ponendosi al primo posto per donazioni tramite il 5 x 1000. Ma questo non basta. C’è bisogno di fare di più.

Diceva Gino Strada nel suo libro Pappagalli Verdi: “Le guerre, tutte le guerre sono un orrore. Non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio”.

Non possiamo rimanere indifferenti. Che ne dite di fare un bel regalo di compleanno?

Prendiamo la tessera o facciamo una donazione: http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/donazioni.php/L/IT/trk/1.20

Grazie

Un racconto: una parola, mille emozioni. | di Irene Cortellessa

6 Mar

Ho letto tutti gli elaborati di un concorso di scrittura scrivoanchio.it sponsorizzato anche da Don Aniello Manganiello, prete anticamora del napoletano. Di tutti, c’è sempre quello più bello, quello più profondo, quello che ti colpisce, che ti prende, che si lascia leggere. Quello che ti rimane impresso nella mente, quello che vorresti rileggere 1000volte. Questo è il racconto di Irene Cortellessa di Marzanio Appio. Merita di essere votato. Potete votarlo cliccando sul link: http://www.scrivoanchio.it/scrivo2012/iscrizioni/elenco_iscritti_pub_VOTO.asp.

Ho deciso di riportarlo in maniera integrale, per condividerlo anche con voi lettori.

La bambina dallo sguardo triste | di Irene Cortellessa

Era una sera di dicembre, e Ilaria era seduta davanti al fuoco ad osservare come la mamma, Cristina, portava a termine il suo lavoro di lana. Le mani scivolavano sui ferri con un movimento automatico. Ad un certo punto, Ilaria fu sorpresa nel vedere quelle stesse mani interrompere quel movimento così perfetto. Quando alzò gli occhi sul viso della mamma vide un espressione contorta: gli occhi chiudersi e riaprirsi all’improvviso, il naso arricciarsi, la bocca fare una smorfia di dolore; e vide una mano sul cuore come a soffocare un dolore insopportabile. Ilaria subito corse vicino alla mamma per chiederle cosa fosse successo, e Cristina la rassicurò, o almeno ci provò, dicendo che non era niente, solo una piccola fitta insignificante; pur sapendo di mentire alla figlia ma soprattutto a se stessa.

Passarono dei giorni e Ilaria non poteva dimenticare quella scena, lei sapeva che la mamma le aveva mentito, ma sapeva anche di non poter fare nulla se non starle vicino. Nella settimana seguente all’incidente, Ilaria vedeva la mamma sempre più debole e stanca, vedeva il suo volto invecchiare con troppa velocità e si chiedeva il perchè di questo rapido cambiamento, ma non riusciva a trovare una risposta.

Un giorno vide la mamma preparare la valigia e allora capì che qualcosa sarebbe successo. Infatti il giorno dopo, la mamma e il papà scesero con due valigie e, sull’uscio della porta, Cristina disse alla figlia che si sarebbe assentata per un paio di giorni e senza aggiungere altro, l’abbracciò e chiuse il portone, lasciando la piccola con il nonno. Ilaria con mille interrogativi nella testa, corse alla finestra per osservare i genitori allontanarsi, ma quello che vide non fu piacevole: nel scendere le scale, le gambe della mamma, troppo deboli da un po’, avevano ceduto, facendola scivolare sull’asfalto bagnato. Il papà, che le era abbastanza vicino, l’aiutò a rialzarsi e a farla accomodare in macchina, ma nessuno aiutò Ilaria a non soffrire. Alla piccola, infatti, nell’assistere alla scena, si riempirono gli occhi di lacrime e, nonostante la macchina dei genitori si fosse allontanata, rimase a quella finestra ancora un po’, pietrificata, con il viso segnato dalle lacrime, pensando se avesse rivisto la mamma. Quei due giorni per Ilaria furono due giorni terribile, due giorni di dolore: si chiudeva in camera e piangeva, sperando che qualcuno l’andasse ad aiutare, a salvare da quei pensieri che la facevano annegare in un dolore insuperabile. O si dedicava allo studio con la speranza di distrarsi, ma ciò non avveniva, anzi succedeva il contrario:i pensieri la distraevano dallo studio.

Arrivato il giorno dell’arrivo della mamma, Ilaria si mise vicino alla finestra ed in ogni sguardo cercava di riconoscere quello della mamma, ma ogni volta le arrivava una pugnalata di dolore e di delusione nel capire che non era lei. Si era fatta sera e Ilaria, non vedendo la mamma aveva perso le speranze, le lacrime le offuscavano la vista, ma quando stava per andarsene, vide la macchina parcheggiare sotto casa e questa volta lo sguardo incrociato non innescò nessun dolore, nessuna delusione, solo la gioia di averla a casa con lei: era la mamma! Ilaria corse ad aprire la porta ed, impaziente, aspettava di poterla riabbracciare ed, infatti, appena la vide le saltò addosso. Ma la delusione fu evidente sullo sguardo di Ilaria quando osservò che la luce degli occhi della mamma si era spenta per lasciar posto ad una evidente tristezza.

La sera, a cena, Cristina, non si mise a tavola, ma si stese sul divano con una coperta addosso; Ilaria, che aveva preparato da mangiare, stava a tavola con il papà e il nonno, senza toccar cibo perchè quella tristezza che si respirava in casa le aveva chiuso lo stomaco. La tensione era tale che si tagliava con un coltello: nessuno parlava, nessun rumore se non quello delle posate nei piatti. Ilaria che non sopportava più quell’aria, si alzò senza dire niente e, piangendo, corse in camera sua per buttarsi sul letto. Passò tutta la notte a piangere ed, esausta, si addormentò solo la mattina seguente, per poi risvegliarsi a mezzogiorno. Quando scese in cucina, notò che la mamma indossava un cappellino di lana in testa, cosa che non aveva mai fatto prima. E fu allora che Ilaria trovò la risposta a tutti i suoi perchè: la mamma aveva un tumore!!Passarono dei giorni e Cristina stava sempre peggio, sempre più debole e sempre più magra. Arrivò la vigilia di Natale, ma per Ilaria non fu Natale! Quella stessa sera, decise di recarsi in chiesa e pregare intensamente per poter continuare ad abbracciare la mamma, di poterla vedere ancora sorridere, di non portargliela via… Uscita dalla chiesa si diresse verso casa, ma quando vide un negozio che vendeva dolci di tutti i tipi, le venne in mente di fare un piccolo regalo alla mamma, infatti, entrò nel negozio dove chiese due cornetti caldi al cioccolato, con la speranza di far stare un po’ meglio la mamma e soprattutto di farla mangiare. Ma quando arrivò di fronte casa, lo spavento si dipinse nei suoi occhi color ghiaccio, e questo perchè notò un’ambulanza parcheggiata nel suo giardino, e fu allora che le crollò il mondo addosso. Per un momento si fermò come immobilizzata da una forza maggiore, la busta con i cornetti caldi precipitò sulla neve che ricopriva la strada, con un tonfo rimbombante per le orecchie di Ilaria. Quando si rese conto di quello che stava succedendo, si precipitò in casa dove trovò la mamma distesa sul letto ed un medico a visitarla. Gli occhi avrebbero voluto chiudersi per non riaprirsi più, avrebbero voluto non assistere a quella scena che la segnerà per tutta la vita. Ma purtroppo ora era lì ed era consapevole di non poter mandare in dietro il tempo. Quando la guardia medica se ne andò, Cristina chiese a Ilaria di avvicinarsi a lei e le disse che era una bambina intelligente, e che era consapevole del fatto che lei sapesse tutto. Poi, abbracciandola, le disse che se fosse successo qualcosa lei doveva ricordarsi che la mamma le voleva tanto bene. Ilaria a queste parole scoppiò in lacrime e, non volendosi far vedere dalla mamma in quello stato, scappò per andare a buttarsi sul suo letto; però lungo il corridoio si scontrò con il papà, anch’esso cupo, il quale la abbracciò. Ilaria volle condividere il suo dolore con lui, così si abbandonò tra le sue braccia cacciando fuori tutto ciò che la affliggeva da tempo. Ma purtroppo questo non bastò perchè la piccola aveva ancora un dolore dentro che le causava attacchi respiratori lievi ma improvvisi, dei quali nessuno era a conoscenza se non lei stessa.

A scuola Ilaria continuava ad andare ma non come prima, dalla bambina con il sorriso sulle labbra era diventata la bambina dallo sguardo triste, dalla prima della classe era diventata una bambina nella media, ma soprattutto dalla bambina socievole era diventata una bambina che stava sempre isolata a pensare. I suoi amici ovviamente la criticavano ma solo perchè non sapevano che ad Ilaria in quel momento non interessava minimamente la scuola ed il resto del mondo; ad Ilaria interessava solo riavere la mamma di prima. E sperava che qualcuno la andasse ad aiutare, a consolare, a parlare, a dirle che non doveva preoccuparsi, che tutto sarebbe finito per il meglio. Ma nessuno si accorgeva che Ilaria non stava bene, che aveva un male al cuore: la tristezza. Ma Ilaria era consapevole che ciò non avveniva per colpa sua, perchè era troppo chiusa e timida e non aveva il coraggio di parlarne con nessuno. Aveva paura di essere criticata e giudicata.

Era passato poco più di un mese e Cristina continuava ad assentarsi continuamente e Ilaria sapeva il perchè: doveva andare a curarsi. Anche se per Ilaria questo non sembrava il termine appropriato visto che la mamma era sempre più debole e ormai della sua folta chioma bionda non era rimasto più nulla. Una sera quando tornò da scuola la trovo stesa per terra e nessuno vicino: nessuno a proteggerla, nessuno a sostenerla, ad aiutarla. Spaventata, non sapeva cosa fare, il panico aveva preso il sopravvento,così chiamò il medico di famiglia che, quando arrivò, le disse che era solo uno svenimento dovuto alla chemioterapia. Ilaria, non sapeva il significato di quel termine, veramente non sapeva nemmeno cosa fosse davvero un tumore, non sapeva cosa fosse la vita e nemmeno se valeva la pena viverla a quelle condizioni. Era delusa, delusa dalla vita!

Ilaria, che aveva solo tredici anni, si era accorta di essere cresciuta troppo in fretta rispetto ai suoi coetanei, visto che si confrontava con essi e trovava enormi differenze anche e soprattutto sul modo di pensare. Le sue compagne erano sempre felici e spensierate senza nessun problema per la testa, potevano uscire senza tener conto se la mamma era sola o c’era qualcuno con lei e per loro la maggior causa di dolore era se un ragazzo non le guardava. Ilaria allora avrebbe voluto dirle che quelli non sono problemi perchè ci sono problemi più gravi. Passò più di un anno, quando Cristina rifiorì insieme ai fiori della primavera che era alle porte; infatti si iniziarono a vedere i miglioramenti e Ilaria iniziava a

mangiare, a sorridere e a condurre una vita normale, però comunque l’incubo non era finito e Ilaria non voleva illudersi per poi ricevere una delusione e stare ancora più male. Però aveva trascorso troppo tempo nel dolore e chiusa in se stessa, in tutto quel periodo Ilaria non vedeva nulla di più di sua mamma e non si accorgeva che il mondo andava avanti anche senza lei e questo sicuramente lascia un segno; infatti solo ora Ilaria si rese conto che molte, troppe cose erano cambiate a partire dai suoi amici che ormai non le rivolgevano nemmeno la parola, ed ora era enormemente difficile per lei ricucire e i rapporti. Era come se per un anno avesse vissuto fuori dal mondo.

Era il 22 maggio quando la vita di Ilaria e della sua famiglia cambiò! Il giorno prima la mamma e il papà erano rientrati da uno dei loro viaggi misteriosi, senza dire parola, Ilaria sapeva solo che sarebbe dovuto avvenire qualcosa, perchè erano troppo pensierosi e silenziosi. Infatti alle 18:00 del 22, tutti erano in salone compresa la piccolina quando il telefono squillo! E poté così assistere allo scambio di sguardi che avvenne tra i genitori, nella frazione di secondi che intercorrono tra uno squillo e l’altro. La mamma fece un lieve cenno al papà, il quale scattò in piedi e, lentamente, si avvicinò al telefono; poggiò una mano sul telefono che in quel momento sembrava l’oggetto dal quale dipendeva il mondo e, non appena fece l’ennesimo squillo, lo sollevò. Tutti erano in ansia, con il fiato sospeso. Si sentì solo un: “si!” fuoriuscire dalla bocca dell’uomo, prima che quest’ultimo venne invaso dalle lacrime. Ilaria non era triste, perchè le sembrava che quelle lacrime non erano lacrime di dolore, ma di commozione. Era un’impressione ma sperava che fosse la giusta. Il papà non salutò nemmeno, attaccò e, pietrificato, senza parole si girò verse la moglie e la figlia che aspettavano impazienti che dicesse qualcosa. Alle due, si riempirono gli occhi di lacrime per la tensione. Quel silenzio insostenibile venne interrotto da Ilaria, la quale, con un filo di voce, chiese cosa fosse successo. Il papà, con la voce tremante, disse: “La chemioterapia ha dato il risultato sperato: SEI GUARITA!!”. Cristina e la figlia non credevano a ciò che avevano sentito, fino a quando Ilaria, prese coscienza del miracolo avvenuto, e saltò addosso alla mamma bloccandola in un abbraccio commovente, si aggiunse anche il papà, il quale non smetteva di piangere. Cristina era ancora pietrificata non riusciva a immaginare il suo futuro, dato che aveva sempre pensato al momento in cui i suoi occhi si sarebbero spenti per sempre, e mai a quello in cui tutto avrebbe ripreso vita. E fu così che la vita di Ilaria si rianimò.

di Irene Cortellessa.

Per votarlo: http://www.scrivoanchio.it/scrivo2012/iscrizioni/elenco_iscritti_pub_VOTO.asp.

Asta ad 1 € e ticket per nessuno. L’idea di Gino Strada per salvare il San Raffaele

2 Gen

Il San Raffaele ha un buco di 1,5 miliardi di euro, portato al crac dal suo fondatore, don Verzé. Ora però è importante salvarlo. Non si può lasciare fallire una delle maggiori e migliori strutture sanitarie presenti sul territorio italiano. Come ha osservato Ignazio Marino sul suo sito: “L’Istituto concentra risorse e intelligenze che devono essere protette e garantite”. E tra l’asta e le varie proposte, mi salta all’occhio una di quelle di spicco. Tempo fa, Gino Strada fu ospite di Che tempo che fa di Fazio. Il fondatore di Emergency dichiarava essere disposto ad impegnarsi lui personalmente, e a nome dell’associazione, a partecipare all’asta del San Raffaele offrendo 1 euro. Sostiene: “Il ministero della sanità potrebbe acquisire una struttura, decidere che budget ritiene opportuno per farla funzionare, e noi potremmo impegnarci come Emergency, servendoci dell’abile personale che già c’è nel San Raffele, facendo una cosa molto bella e che serva alle persone. Non facendo pagare neanche un centesimo di ticket anche quando sarebbe dovuto e che a fine anno è in attivo“. Insomma, il Grande Gino, con le sue iniziative ci stupisce ancora. Una proposta che si potrebbe cogliere al balzo. Si farebbe una cosa eccezionale e gratuita per tutti e nello stesso tempo il San Raffaele potrebbe tornare a respirare.

ALLforFASHION: La Moda e la Disabilità uniti in una sfilata

1 Gen

Si chiama “ALLforFASHION” il progetto che per la prima volta coinvolge la disabilità e la inserisce nel mondo delle passerelle. L’iniziativa, ideata dalla 22enne Marta Pelizzi, si propone di realizzare una sfilata di alta moda a Bologna con modelle e modelli diversamente abili. L’evento è fissato per l’autunno di quest’anno e vedrà protagonisti sette ragazze e sette ragazzi che verranno selezionati in un casting che si terrà nella provincia di Bologna a marzo.   “L’iniziativa è stata pensata ed ideata da me  – dice la Responsabile del progetto, Marta Pellizzi  –  il casting per l’individuazione delle persone che andranno a sfilare in autunno è aperto già da settimane ed è possibile iscriversi fino al 10 febbraio. Tutte le informazioni riguardanti il casting sono contenute nel sito www.allforfashion.it.”   Questo evento dagli scopi non lucrativi ha obiettivi fondamentalmente lodevoli, che vogliono sensibilizzare la società e gli stilisti che ancora poco trattano la disabilità, sia dal punto di vista dell’abbigliamento che dal punto di vista degli indossatori.   “Credo che le passerelle e gli stilisti, oltre alla società  –  dice Marta, ipovedente da pochi anni  –  dovrebbero incominciare a vedere la bellezza e la perfezione come ad un qualcosa di soggettivo. La bellezza non è da intendersi come i prototipi di perfezione che le riviste di moda e le passerelle ci impongono come assoluti.”

Scopo dell’innovativa idea anche l’introduzione di un abbigliamento accessibile a tutti.   “Con questo evento vorrei anche poter far indossare capi di alta moda comodi ed accessibili alle ragazze ed ai ragazzi, ricordando agli stilisti ed alle aziende che anche chi ha una disabilità fisica o motoria ha il diritto di indossare vestiario fashion e segire le mode.”   Tante idee convogliate quindi in un progetto che mai fino ad ora è stato realizzato in Italia.   “Oltre alla sfilata  –  racconta la ragazza  –  ai partecipanti che supereranno il casting verrà data l’opportunità di seguire un corso di portamento e di fare un book fotografico, il tutto sarà totalmente gratuito.”

Sostenitori del progetto sono il direttore artistico Pasquale Esposito, l’Accademia di Moda di napoli, l’associazione Mapability di Pavia e tante persone comuni, che come l’ideatrice, credono fortemente negli obiettivi prefissati da un evento che sicuramente lascerà il segno.

Scritto dallo staff di www.allforfashion.it

Scritto dallo staff di www.allforfashion.it per il blog di Antonio Lo Mastro