Il Libro

Era il 26 dicembre 2011, quando aggiornai il mio blog. Chiusi il vecchio e ne aprii uno nuovo, hosteggiandolo su una nuova piattaforma.

Nasceva: http://www.antoniolomastro.com. Decisi così di usare il web. Una potenza che non può essere eguagliata nemmeno a mille bombe atomiche. Usare la rete per far “vivere” un blog, ora era possibile, poter diffondere articoli, notizie, editoriali, punti di vista, spunti di riflessione, campagne o, semplice‐ mente, appoggiare altre iniziative e altri progetti. E così che scrissi il mio primo articolo sul nuovo network, scagliandomi a difesa di questa risorsa. Le mie parole sono tuttavia misere in confronto a chi il web l’ha creato. Diceva Tim Berners‐Lee, il fondatore del www, “Il web non è decisivo solo per la rivolu‐ zione digitale, ma anche per il nostro benessere e la nostra li‐ bertà. Per questo deve essere difeso, come la democrazia”.

Avevo letto un libro: “Vieni via con me” pubblicato con la Feltrinelli da Roberto Saviano, nato dopo il successone dell’omonima trasmissione su rai3 con Fabio Fazio. Mi rimase impresso un suo punto di vista nella prefazione. Scriveva: “La sfida iniziale era raccontare questa Italia diversa attraverso elenchi che sarebbero stati l’impalcatura e la grammatica della trasmissione. Un’idea semplice, perché gli elenchi sono contenitori per ogni cosa, ogni esperienza, ogni racconto”. Conti‐ nuava: “Sono da sempre attratto dagli elenchi. Un giorno mi piacerebbe scrivere libri di elenchi. E sono sicuro che l’elenco delle cose per cui vale la pena vivere è un esercizio fondamen‐ tale per ricordarsi ciò di cui siamo fatti. Una carta costituente di noi stessi”. É così che nascevano, giorno dopo giorno, i miei articoli. É così che scrivo. Molti sono, infatti , gli elenchi. Elen‐ chi di frasi dette. Elenchi di cose fatte. Un nuovo modo di ve‐ dere la realtà. Un nuovo modo di fare giornalismo. Un nuovo modo di raccogliere testimonianze e documenti, affinché non vadano perdute o buttate nel dimenticatoio.

Intanto, leggendo il libro Steve Jobs di Walter Isaacson, feci subito mio uno slogan: «Le persone così pazze da pensare di cambiare il mondo… sono quelle che lo cambiano davvero.» da Think Different, uno spot pubblicitario Apple del 1997. For‐ se è stato proprio questo slogan, che mi ha fatto diventare re‐ altà una delle tante idee “fulminanti” che passano per la testa. Il blog che avevo creato iniziava a riscuotere successo, giorno dopo giorno. Tante visualizzazioni e migliaia di condivisioni degli articoli su Facebook e su Twitter. In diversi giorni, sia blog sia articoli, si trovavano tra quelli, in tutta Italia, più quo‐ tati di wordpress.com. Ogni giorno ricevevo diverse e‐mail in cui le persone mi chiedevano la pubblicazione dei loro post per avere più visibilità. Intanto, periodicamente, pubblicavo articoli esclusivi che mi erano stati dati dagli autori stessi, quali la vicenda di Francesco Carbone o l’articolo di Roberto Giachetti, deputato del PD, che ha trascorso la notte del 31 di‐ cembre nel carcere di Rebibbia.

Avevo letto tre libri: “ Colti sul Fatto” di Marco Travaglio, in cui il giornalista Torinese raccoglieva tutti gli articoli a sua firma, pubblicati su Il fatto quotidiano; “Ad ogni costo” di An‐ tonio Di Pietro, in cui aveva raccolto gli articoli dal suo blog e stampati in un libro e di nuovo” Marco Travaglio e Vauro, Ita‐ lia Annozero”, in cui erano raccolti tutti gli editoriali di Trava‐ glio e le vignette di Vauro, alla trasmissione Anno Zero e pub‐ blicati con Tea. Pensai: perché non raccogliere alcuni articoli pubblicati sul mio blog, scriverne alcuni esclusivi e confezionarli per un libro?

É così che è nato “Fatti Nostri”. E a dire la verità, i contenuti del libro davvero ci riguardano in prima persona. Sono fatti nostri quando un presidente del consiglio tiene impegnate le aule del Senato e della Camera, facendosi votare le sue leggi ad personam per scampare ai processi, mentre le famiglie non arrivano a fine mese. Sono fatti nostri quando la disoccupa‐ zione giovanile raggiunge quota 30,1%, la più alta dal 2004. Sono fatti nostri quando il Governo fa una manovra da 20 mi‐ liardi e poi compra 131 caccia bombardieri F35 da 18 miliardi di euro, insomma una manovra economica.

A quanto sembra, sono solo fatti di alcuni, perché se vera‐ mente fossero fatti nostri, molte cose non accadrebbero. Per ignavia o per complicità, si finisce, a vivere male.

Bisogna sviluppare uno spirito critico, aprire gli occhi, fare della legalità, della libertà d’informazione, della difesa del web dei valori, in opposizione agli imbrogli e alla furberia. Fare in modo che “Fatti nostri” diventino i “Fatti di tutti”.

Dalla premessa di “Fatti Nostri”.

Antonio Lo Mastro

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