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Quando la Lega dava del mafioso a Berlusconi.

15 Gen

“Berlusconi sei un mafioso? Rispondi”. Era il 1998. E a scrivere così su un giornale, non era né un giornalista de l’Unità, né Travaglio, nè Grillo. Ma La Padania. Le cose cambiano, però, nel giro di pochi anni. La Lega, nel 1994, si allea con il Cavaliere, vincendo le elezioni. Il Senatur diventa in poco tempo il suo migliore amico, e vota tutte le sue leggi ad personam. Così, il “mafioso”, si trasforma in un vero eroe della patria, capace di fare dell’Italia un Paese modello.

Ecco le 10 domande che il giornale di via Bellerio rivolgeva a Berlusconi.

1) Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l’intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2. Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire. Questa somma dal ’68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l’acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni edificherà l’area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel’ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le finanziarie di Lugano? Risponda.

2) Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (4,8miliardi di oggi Fonte Istat). Il 22 luglio1975 – un anno dopo – la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti seicento milioni a due miliardi (14 miliardi di oggi. Fonte Istat. Anche in questo caso, che è solo l’esempio di alcune delle tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia origine, denaro dell’orribile odore.

3) Il due febbraio del 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un’altra società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo di poter emettere anche un prestito obbligazionario per altri due miliardi. Nell’arco di nemmeno tre anni, una società forte di capitale di 20 milioni appunto la Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso, moltiplicando per cento il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signore Berlusconi, di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi.

4) Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor Berlusconi, cedette alla neo costituta Milano2 Spa tutto il costruito di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l’impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi con un proprio da quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre ’74 rispondeva al nome di immobiliare San Martino Spa, “forte di lire 1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell’Utri, il suo “segretario”. Sempre il 15 settembre 1977, quel milione salirà a 500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un’altra volta: tutto questo denaro da dove arrivò?

5) Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 Marzo 1975 a Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, 20 milioni di capitale, che l’11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L’8 Giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei 20 milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi ( 81 miliardi di oggi ). Il 26 gennaio 1979 le due “Fininvest” si fonderanno. Ebbene, questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?

6) Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo Stato. Nessuno dubiterà mai più di queste sue affermazioni quando lei spiegherà per quale ragione affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la Par.Ma.Fid.?

7) E’ universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è nato col “mattone” per poi approdare alla tivù. Ebbene, sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si diede molto da fare. Iniziò dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro rete Sicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto, neo socio di Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta che nel 1979 non è un “pentito”, è un boss di prima grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver sfiorato i vertici della mafia?

8) E’ certo che a lei, signor Berlusconi, il nome dell’Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. Certo ricorda che nel 1974 la suddetta società. 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell’Utri. Fu proprio sui terreni posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano3. Così pure ricorderà, signor Berlusconi, che nel 1976 quel piccolo capitale di 12 milioni salirà a 500 e il 12 maggio 1977 a 1 miliardo. Inoltre lei modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima “Cantieri Riuniti Milanesi Spa”. Ancora una volta: da dove prese, chi le fornì, i 988 milioni (5 miliardi d’oggi) per quest’ennesima iniezione di soldi?

9) Lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l’immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l’anno successivo -era il 1978- aumentò il proprio capitale a 900 milioni di lire in contanti. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni che fecero la differenza? E poi: da dove, da chi, perché lei entrò in possesso delle stratosferiche somme che le permisero di far intestare all’Immobiliare Idra proprietà in Costa Smeralda – ville e terreni – il cui valore è da contarsi in decine di miliardi? Dica la verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile.

10) Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato – vedi l’acquisto dell’attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio – la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come in precedenza per la finanziaria Par.Ma.Fid., ha scelto una società fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente espresse. La Fimo, infatti, era la sede operativa di Giuseppe Lottusi, riciclatore di soldi sporchi della cosca dei Madonia e Lottusi il 15 novembre del 1991 verrà condannato per questo a vent’anni di reclusione. Ebbene, la transizione per l’acquisto di Lentini, tramite la Fimo, avvenne nella primavera del 1992. Perché la Fimo, signor Berlusconi?

Bossi perde il pelo, ma non il vizio.

15 Gen

Era il 9 gennaio quando Maroni con pieni toni da campagna elettorale annunciava: “I nostri due membri della giunta ci hanno detto che non c’è fumus persecutionis nei confronti del deputato, quindi voteremo a favore della richiesta dei magistrati”. La richiesta era quella di arresto, per un deputato, Cosentino, accusato di corruzione, riciclaggio, falso, inoltre aggravati dal favoreggiamento nei confronti della camorra.

L’11 gennaio, invece, Umberto Bossi lasciando il gruppo della Lega a Montecitorio afferma: “Penso che lascerò libertà di coscienza. Nelle carte non c’è nulla”. Prima non c’era “fumus persecutionis” ora c’è “libertas conscientiae”. Il giorno dopo in Parlamento si vota per l’arresto. Con 298 “si” e 309 “no”, Cosentino si salva dal carcere. Determinanti sono stati i voti dei Radicali e della Lega.

Ma da notare è la posizione di Umberto Bossi. Non c’è niente da fare. Bossi perde il pelo, ma non il vizio. Tempo fa nel 1988 il Senatur, con il quotidiano la Padania, definiva il Cavaliere e le sue aziende con queste parole. “Berlusconi è l’uomo della mafia. È un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra…”. Nel 1998 La Padania titolava così: “Berlusconi sei un mafioso? Rispondi”. Così la Lega faceva 11 domande al Cavaliere. Passa un pò di tempo. E nel 94′ la Lega corre alle elezioni con Berlusconi, vincendole. Il voltagabbana si allea con quello che aveva definito “mafioso” e in poco tempo diventa il migliore amico, tanto che i deputati e i senatori della Lega votano tutte le leggi ad personam che il Cavaliere si faceva.

Nel 88 aveva 47 anni. Il pelo era più folto. Passa un altro pò di tempo e il Senatur ne perde un altro pò. Nel 2012 ha infatti 70 anni. Ma il suo comportamento rimane sempre lo stesso. Critica il Sud, per la sua mentalità e il suo “degrado”. Critica l’economia arretrata del meridione. Si è tanto lamentato dei rifiuti napoletani e si è tanto battuto affinché rimanevano dov’erano. Ma quando si è presentata l’occasione per arrestare chi ha contribuito a questo “degrado”, a chi ha contribuito a fare un’economia arretrata, a chi ha gestito i rifiuti in Campania non partecipa al voto. Alla faccia della coerenza!

Ninna nanna, ninna oh, Napolitano a chi lo do?

30 Dic

Non c’è bisogno di aspettare che i “big” della Lega si riuniscono per sentire i soliti discorsi, ormai vecchi. Nella seconda edizione del “Berghém frecc”, manifestazione al centro sportivo di via Rio Re ad Albino, la Lega ha esagerato. Un pò oltre del solito. Oltre ai vari attacchi al governo Monti, Bossi ha ribadito: “Noi dobbiamo andare a Milano a confermare che con le buone o le meno buone che Padania sarà: adesso ci siamo rotti le balle”. Se prima c’era solo l’ipotesi “delle buone” ora il Senatur ipotizza anche l’ipotesi “delle meno buone”. I leghisti saranno anche capaci a parlare, ma si sono dimenticati che l’unica cosa da osservare e rispettare in Italia, la Repubblica Italiana, non sono certo i loro chiacchiericci, ma la Costituzione. Nella costituzione c’è un articolo, tra i principi fondamentali, il 5 che recita così: “La Repubblica una e indivisibile…”. Che gli piaccia o no, intanto c’è. E deve essere rispettato. Ma se non lo si capisce in maniera autonoma, in Italia c’è proprio un organo costituzionale, il Presidente della Repubblica che ha il compito di difendere l’unità nazionale e la Costituzione. Mi sembra che sia arrivato il momento di spendere due parole per mettere in risalto il comportamento leghista. E’ stato capace di fare Monti presidente del consiglio, creare un governo, dare risposte all’Europa e avere in parlamento una fiducia record. Può anche svolgere il suo ruolo.