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Ben fatto Monti. Combattere l’evasione, la scelta più sensata.

7 Gen

Non ci resta che fare i complimenti a Mario Monti, che in occasione delle celebrazioni per il 215esimo anno della nascita del tricolore a Reggio Emilia ha preso ottime posizioni sulla lotta all’evasione fiscale.

Per prima cosa ha affossato le solite balle di Berlusconi. Qualche mesetto fa, il cuore del povero Silvio “grondava” sangue perchè il suo governo “non aveva mai messo le mani nelle tasche degli italiani”. Come riportato oggi, su un articolo di La Stampa, il Premier ribadisce: “L’espressione corrente di “mettere le mani nelle tasche degli italiani” non mi ha mai persuaso e comunque è incompleta perché ci sono altri atti di “mani che entrano nelle tasche”. Ha continuato: “Le mani in tasca ai cittadini sono quelle degli evasori fiscali”.

Seconda cosa, questa volta davvero non poteva fare di meglio. Si legge dall’Unità: “Abbiamo avviato una riflessione su come dare una accelerazione potente alla lotta contro la corruzione che divora risorse, discredita istituzioni e frena investimenti esteri in Italia… E’ inammissibile che lavoratori debbano subire sacrifici pesanti, mentre una porzione della popolazione sfugge a ogni tassazione accrescendo l’imposizione tributaria su chi non può sottrarsi al fisco”. In effetti, è così. Già Marco Travaglio, in un suo editoriale a Servizio Pubblico, ha tenuto presente i dati della Corte dei Conti. Secondo questi, la corruzione costa in Italia ben 80 miliardi di euro. Se si riuscisse a racimolare questi illeciti altro che manovre. Bisognerebbe quindi far rispettare le regole. Niente più.

E Monti sta davvero operando bene contro l’evasione. Dopo il blitz di Cortina, il giorno dell’Epifania, le fiamme gialle hanno fatto altri controlli a tappeto nelle zone frequentate da vip. Molte località turistiche sono state prese d’assalto, come Portofino e Santa Margherita. Insomma, ora proprio non ci possiamo lamentare.

 

Il PDL che vuole combattere l’evasione difendendo gli evasori.

6 Gen

Era il 25 ottobre 2011, quando sul sito ilpopolodellaliberta.it compartiva un articolo dal titolo auto-celebrativo. BUONGOVERNO: I successi del governo contro l’evasione fiscale. Nell’articolo Berlusconi si acclamava come un vero re della lotta all’evasione, che aveva ben fatto, come non lo era mai stato prima. Inoltre si annunciava la novità del redditometro, e le parole di Befera, venivano allora interpretate in modo positivo. Befera definisce infatti l’innovazione come  uno “strumento di compliance”.

Le cose cambiano però nel giro di qualche anno. Un paio di giorni fa a Cortina c’è stato un blitz anti-evasione da parte dell’Agenzia delle Entrate. E a dire, anche, che l’operazione è stata un successo. Proprio lì, a Cortina, 42 proprietari di auto di lusso di grossa cilindrata dichiaravano 30mila euro all’anno di reddito lordo.

Quale risposta vi sareste aspettati dal PDL? Ben fatto. Invece no, vi sbagliate. Per Cicchito, infatti, l’agenzia delle entrate fa propaganda. Per Napoli si incita all’odio sociale. Perfino Befera, che fino ad allora le sue parole erano state ben viste, viene attaccato. Come si legge da un articolo di La Repubblica il capogruppo del PDL alla camera, lo definisce: “non è all’altezza di ruoli e compiti che, lo ripetiamo, richiedono sobrietà e senso di responsabilità”.

Alla faccia della coerenza. Un evasore è un evasore e basta. Non si hanno evasori di serie A che risiedono a Cortina ed evasori di serie C che risiedono nel Sud. Se davvero si vuole combattere l’evasione, si colpiscono tutti quelli che frodano. Senza esclusioni per niente e per nessuno. Possibile, però, che il PDL utilizzi una nuova tecnica. Tipo una vaccinazione. Si iniettano un pò di evasori per combattere l’evasione.