Tag Archives: crisi economica

L’Italia affondava come la Concordia e Berlusconi come Schettino diceva che era tutto a posto.

22 Gen

L’Italia affondava non solo a prua, ma anche a poppa. E capitan Berlusconi, che stava “annegando” tra i suoi problemi giudiziari pensava a salvarsi. Poi però arriva dalla “Capitaneria di Porto tedesca” la telefonata da parte della “Capitana Culona”, che dice a Napolitano: “Berlusconi va tolto dalla guida del governo per salvare l’euro. Cazzo”. Capitan Berlusconi stava nella “sua plancia” di Arcore con Ruby, la nipote di Mubarak. Anche Schettino avrà pensato che la 25 moldava era la “nipote di Putin”. Così come il capitano della Concordia stava sugli scogli, anche capitan Berlusconi diceva che stava “sull’ammiraglio Montecitorio” a “coordinare i soccorsi” per evitare che l’Italia affondasse. Poi, però, il 12 novembre scappa “dalla poppa” di Montecitorio, mentre tutti quanti gli davano, gridando, del colpevole.

L’Italia, però, affondava veramente. La disoccupazione giovanile saliva ai massimi storici, raggiungendo, lo scorso 6 gennaio, quota 30%. Il dato più alto registrato dal 2004. Una famiglia su 3 non arrivava a fine mese. La crisi si abbatteva sugli italiani. Ma capitan Berlusconi il 4 novembre 2011: «Un paese benestante, con ristoranti sempre pieni, aerei affollati, e posti vacanza sempre prenotati». Gli Italiani erano “dispersi” nel cercare il loro lavoro. Ma l’importante era salvare se stesso. Si tengono così impegnate le aule del senato e della camera per votare le sue leggi ad personam. Lodo Alfano, legittimo impedimento, processo breve e processo lungo. Solo per ricordarne alcune.

Annunci

Se anche gli Stati Uniti tagliano 450 miliardi alle spese militari

6 Gen

Quando si fa un investimento non si sa mai come va a finire. Si può avere successo, ma si può anche rischiare di perdere il tutto. Non sempre. Chi investe nella guerra, ha già perso il suo business investito. Alcuni lo hanno capito, altri lo hanno capito a metà, altri non l’hanno ancora capito e infine c’è chi l’ha capito e vuole farlo capire, ma viene ignorato. Sul web impazza la protesta contro l’acquisto dei cacciabombardieri F35, che costano ben 18 miliardi di euro. Le associazioni pacifiste, come Emergency, si mobilitano. Partiti, come l’Italia dei Valori, premono. Tutti vengono ignorati. Il governo prosegue per la sua strada. I caccia si comprano e basta. Punto.

C’è chi invece, come gli Stati Uniti, che sono una delle potenze militari più grandi, se non la prima, hanno deciso di ridurre gli investimenti nelle armi e nella guerra, per un risparmio complessivo di 450 miliardi. Ad annunciarlo è stato lo stesso Obama insieme al ministro della difesa Panetta, in un incontro con i giornalisti al Pentagono. Ha spiegato il Presidente americano che i tagli non riguarderanno soltanto gli armamenti e che faranno un esercito più “snello”, ma anche l’arsenale nucleare, che sarà diminuito notevolmente.

Insomma, la scelta più sensata. La crisi non deve essere risolta sulle spalle dei lavoratori. Si può benissimo decidere di ridurre le spese militari. Un modo efficiente per combattere il crac finanziario e, soprattutto, si evitano di fare danni all’umanità.

L’art. 18 non si tocca. La fiducia all’Europa? Riduciamo i vitalizi parlamentari e niente F35.

4 Gen

La crisi c’è. E’ vero. Ma la colpa non è di certo dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. E soltanto il pensiero della modifica, è l’ennesima prova che a pagare le conseguenza delle manovre finanziarie sono sempre gli stessi, i lavoratori. Monti si giustifica dicendo che la richiesta arriva direttamente dall’Europa e lui, con il suo governo, non può fare sconti a nessuno. Come scrive Roberto Mania su La Repubblica, Monti sostiene: “Il nostro problema centrale è il deficit di credibilità”. “Altrimenti – aggiunge – lo spread non calerà mai”. Insomma, bisogna modificare l’articolo 18 che oggi tutela i lavoratori per una questione di credibilità? E’ questo l’unico modo? Io credo di no. Si può benissimo provare che la credibilità all’Europa può essere data in maniera diversa. Il popolo del web si ribella su facebook, sottolineando l’inutilità dei 131 caccia bombardieri F35. Tagliamo questa spesa folle. Altro che credibilità. Abbiamo fatto così una seconda manovra economica da ben 18 miliardi di euro. Proprio ieri su tutti i giornali apparivano articoli sugli stipendi dei parlamentari italiani, che sembrano essere quelli più alti in Europa, con retribuzioni che superano 16mila euro lordi mensili. Tagliare lì, anziché toccare l’articolo 18. Sarebbe, prima di tutto una bella risposta all’Europa sul piano della fiducia, e seconda cosa sarebbe “il buon esempio”. A vedere, poi, come lo spread scenderà.

F35, i caccia “d’oro”.

29 Dic

A cosa ci servono tutte queste armi non lo sa nessuno. Neanche se dovessimo intraprendere una quarta guerra mondiale su Giove! L’Italia è l’ottavo Paese al mondo per spese militari. Visto che siamo in una situazione di crisi, si potrebbero rivedere alcune spese inutili, come l’acquisto dei 131 caccia bombardieri F35.

Gli F35 costano all’Italia ben 18 miliardi di euro. Insomma più o meno quanto tutta la manovra di Monti. Siccome ogni spesa viene effettuata con una testa, ci viene automatico chiedeci, a cosa ci servono 131 cacciabombardieri? A niente. Era molto meglio tagliare qui, anziché colpire i lavoratori.

Seconda cosa, come ha notato Massimo Donadi sul suo blog, l’acquisto dei caccia F35 è una truffa. “Si tratta di un aereo inaffidabile, che non funziona come dorebbe e che avrà bisogno di continui interventi per svolgere i propri compiti”, ha scritto. Insomma spendiamo un mare di soldi per aerei che non funzionano neanche bene.

Quando Berlusconi diceva che la crisi non c’era.

28 Dic

Vorrei prendere un’espressione che Marco Travaglio ha usato in occasione della morte di Giorgio Bocca su un articolo (Giorgio Bocca, l’ultimo dei grandi) sul suo blog sul sito de Il fatto quotidiano. Per descrivere una persona “tutte le parole sono inutili tranne le sue”. Per questo ho raccolto una serie di frasi di quando Berlusconi era al governo.

 

«Siamo in un momento difficile per la crisi del mondo: io sostengo che il peggio è passato». (Silvio Berlusconi, 6 luglio 2009)

 

«Il peggio è passato, siamo in fase di conclusione». (Silvio Berlusconi, 8 settembre 2009)

 

«In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri». (Silvio Berlusconi, 6 febbraio 2010)

 

«La crisi è alle spalle. E noi ne stiamo uscendo meglio di altri paesi europei». (Silvio Berlusconi, 29 giugno 2010)

 

«Abbiamo realizzato una vera e propria missione impossibile: abbiamo affrontato la crisi senza mettere mai, dico mai, le mani nelle tasche degli italiani». (Silvio Berlusconi, 10 maggio 2011)

 

«Un paese benestante, con ristoranti sempre pieni, aerei affollati, e posti vacanza sempre prenotati». (Silvio Berlusconi, 4 novembre 2011)

 

«L’Italia? “Un paese di benestanti”. Non ho mai avuto dubbi. Noi siamo, sommando il debito pubblico alla finanza privata, il secondo Paese più solido d’Europa dopo la Germania e prima di Svezia, Francia e Gran Bretagna». (Silvio Berlusconi, 8 dicembre 2011)

 

Quando non è più lui al governo prevede che la manovra possa essere recessiva.

 

«Fino all’estate scorsa abbiamo sempre tenuto i conti in ordine tagliando le spese invece di aumentare le imposte. Ora però con le nuove tasse si finirà per comprimere i consumi e portare in recessione l’economia». (Silvio Berlusconi, 26 dicembre 2011)

 

Insomma fino a quando c’era lui la crisi non esisteva, gli italiani erano benestanti, l’Italia era uno dei paesi più solidi d’Europa, la crisi non si sentiva. La situazione cambia, però, nel giro di pochi giorni. L’8 dicembre l’Italia era ricca il 26, invece, ha nuove tasse che porteranno l’economia in recessione.