Tag Archives: elezioni 24-25 febbraio

Fai la cosa giusta: vota | di Andrea De Luca

24 Feb

Oggi o domani dobbiamo andare a votare. Il ragionamento del tipo ‘i politici sono tutti uguali’ è sbagliato, in quanto è uno dei classici stereotipi affibbiati alla politica. Perchè votare? Innanzitutto votare è un diritto e un dovere civico del cittadino. Inoltre, il voto è l’unico strumento di democrazia diretta che permette al cittadino di contribuire ad una scelta importante per il paese. Chi non vota poi non dovrebbe avere nessun diritto di lamentarsi. E, non ultimo, non dimentichiamo che in passato si è lottato tanto per ottenere la democrazia. Lo stato siamo noi, i cittadini. Siamo noi a scegliere. Votare è importante.

di Andrea De Luca

un articolo di Andrea De Luca per http://www.antoniolomastro.com

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Il pensiero di un’insegnate della Scuola Pubblica prima del voto.

24 Feb

“Domenica e lunedì si vota nelle scuole pubbliche. Guardatevi intorno, guardate i soffitti, i bagni , le porte, l’intonaco. Guardate dove noi tutto il giorno viviamo e cerchiamo nei nostri limiti umani di costruire, formare e conservare una memoria. Guardate dove lavoriamo, in che condizioni, e pensate che i vostri figli passano più tempo della loro vita dentro quelle aule che in casa vostra. E pensate che lì si forma un cittadino, la sua libertà e la sua vita. Poi votate …”

Claudia Pepe, insegnante

Elezioni 2013, voto per i miei bambini non per me | di Alex Corlazzoli

22 Feb

dal blog di Alex Corlazzoli.    –     fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Cari ragazzi, domenica e lunedì voterò per voi, non per me. Tante, troppe volte vi ho insegnato chedon Lorenzo Milani scriveva “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti assieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.

Non vi nascondo che stavolta ero tentato di restare a casa ma poi, in questi giorni vi ho osservati in classe. Ho pensato a quando mi raccontate ciò che volete fare da grandi, a chi di voi mi dice: “Maestro, io so già che da questo Paese me ne dovrò andare perché qui c’è la crisi”. Ho pensato alla fatica che facciamo ad avere una lavagna multimediale in ogni classe, a quei ragazzi meno fortunati di voi che non hanno diritto ad un insegnante di sostegno per tutto il tempo che restano a scuola.

Ho visto i volti di coloro tra i vostri genitori che sono disoccupati, costretti a bussare alla porta dell’assistente sociale perché non arrivano alla fine del mese. Mi sono rivisto con gli altri precari sui gradini dell’Ufficio scolastico di Cremona a fare lo sciopero della fame per denunciare lo schiavismo del precariato.

E’ vero non ci meritiamo quest’Italia. Io insieme alla mia generazione abbiamo fatto il possibile per cambiarla, ve lo assicuro. Abbiamo per anni lavorato nel volontariato, abbiamo cercato negli anni di Tangentopoli di raccogliere quell’entusiasmo, quella voglia di cambiamento entrando a far parte dei movimenti antimafia. Molti della mia generazione hanno militato nei partiti, hanno fatto banchetti, hanno creduto che potesse tornare una politica preoccupata solo dell’interesse del cittadino. Ma abbiamo fallito.

Alla mia generazione è stato impedito di diventare la classe dirigente del Paese. Ci hanno detto che siamo schizzinosi perchè vogliamo un posto fisso. Ci hanno definito bamboccioni. Quegli uomini che incontravo alle riunioni di partito, ai congressi, dove proclamavano rivolgendosi alla mia generazione “Siete voi il futuro” ora sono ancora tutti candidati. Sono cresciuto guardando al tg del primo canale Pier Ferdinando Casini, Massimo D’Alema, Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi. Sono ancora lì.

Ma domenica e lunedì voterò per la vostra generazione non per me.

Le uniche armi che approvo sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto“. Ogni volta che si avvicinano i giorni della fine della campagna elettorale dovremmo rileggere queste parole di don Lorenzo Milani. Non abbiamo alternative: scegliere da che parte stare, essere partigiani anche nei momenti più drammatici. Il non voto dev’essere rispettato ma allo stesso tempo è l’immagine di un Paese che ha perso.

I cittadini che domenica e lunedì non si recheranno alle urne o annulleranno la scheda, esprimono il disagio che si respira. Sono la voce di chi ha urlato a lungo ma non è stato ascoltato e ora si arrende. Alza bandiera bianca. Votare, stavolta, non è facile. Direi quasi impossibile. Ma va detto con schiettezza: del non voto, ai leader dei partiti, non interessa nulla. Il giorno dopo faranno a gara a dire che ognuno di loro ha vinto: chi ha ottenuto comunque un buon risultato partendo dal nulla, chi ha mantenuto la sua percentuale, chi ha rivoluzionato l’Italia, chi ha riportato l’Italia alla stabilità. Nessuno parlerà dei voti nulli, degli astenuti. Saranno materia, per 24 ore, degli opinionisti, martedì saranno già dimenticati.

Una mia collega maestra, laureata, precaria, mi ha detto: “Voto il cavaliere”. Le ho chiesto di spiegarmi il perché: “Perchè penso sia l’unico in grado di guidare l’Italia”. Ho insistito: “Perchè pensi sia l’unico a poter fare il premier?”. Non ha saputo darmi risposta.

Votare è un diritto ma è anche un dovere. Dietro quella crocetta c’è il nostro dovere di sapere a chi stiamo affidando il futuro degli ospedali, delle scuole, dei nostri musei e dei nostri parchi. E a chi l’abbiamo dato fino ad oggi. Non dobbiamo dimenticare che in realtà votiamo ogni giorno, quando dimentichiamo di educare i nostri ragazzi ad amare la Politica, quando andiamo al supermercato, quando non protestiamo con il nostro sindaco, quando non scendiamo in piazza per i nostri diritti, quando ci rassegniamo a fare bene il nostro lavoro senza interrogarci sul bene collettivo. La vera sfida è tornare ad interessare il nostro vicino di casa, il nostro collega di lavoro, la suocera all’amministrazione del nostro Paese togliendoli dalla poltrona davantia alla tv.

Si fatica ad essere ottimisti, purtroppo ma non c’è democrazia senza un popolo preparato.

 

Un  articolo di 

fonte: http: www.ilfattoquotidiano.it

Il 24-25 febbraio voterò Sinistra Ecologia Libertà, per un Paese che investa su Scuola Pubblica, Università e Ricerca.

19 Feb

Premesso che sono di sinistra e indipendente, non legato ad alcuna logica di partito, il prossimo 24-25 febbraio voterò Sinistra Ecologia Libertà.

Non tanto per il “voto utile” come Bersani ripete da tempo. Nè tantomeno per il ricatto “o voti Pd o vince B.”. Ma per il suo programma.

Diceva Italo Calvino: “Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perchè le risorse mancano, o i costi sono eccessivi.
Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”.

E SEL è l’unico partito ad inserire nel programma una riforma della scuola così come all’Italia serve.

Nella classifica OCSE sugli investimenti nell’istruzione, l’Italia occupa le ultime posizioni. Siamo penultimi, al 31° posto su 32. L’Italia spende per questo settore solo il 9% del totale della spesa pubblica, quando la media dei paesi industrializzati è superiore al 13%.

Vendola osserva: “Il sistema delle barriere d’accesso, tasse alte e numero chiuso, ha ridotto la qualità della formazione e la quantità di persone laureate. Così l’università attuale non è più uno strumento per poter migliorare la propria condizione sociale. […] Siamo l’unico paese nel mondo industrializzato che non considera il finanziamento alla formazione pubblica come strumento anticiclico, per contrastare la crisi e frenare gli effetti della precarizzazione del mondo del lavoro”.

E rilancia:

1) Una riforma del sistema della formazione che punti in primo luogo ad equiparare le risorse e gli investimenti per l’istruzione italiana a quelli della media europea, in linea con quel che richiede l’Europa attraverso il programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

2)Scuole pubbliche di qualità in tutto il territorio nazionale, che operino in reale autonomia, garantendo gli Organi Collegiali.

3)Un nuovo programma di edilizia scolastica, recuperando risorse attraverso il taglio delle spese per l’acquisto degli inutili aerei da guerra F-35, che rinnovi le strutture e le adegui alla normativa antisismica, le doti di connettività, di laboratori e degli altri strumenti necessari.

4)Ben tre generazioni di insegnanti sono intrappolati nella vergognosa gabbia della precarietà. Per questo propongono un piano pluriennale di immissione in ruolo dei precari.

5)La qualità delle nostra scuola va costantemente valutata e misurata. Per questo intendono istituire un percorso di valutazione complessivo del sistema scolastico, così da verificarne l’adeguatezza e la rispondenza alle necessità espresse dagli studenti e dai cambiamenti sociali e culturali in atto.

6)Ma la scuola è anche degli studenti, mentre oggi il diritto allo studio è fortemente messo in discussione dall’aumento delle tasse, dai costi non più sostenibili delle famiglie per l’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico, dall’erosione delle borse di studio. Vanno messe in campo con urgenza le risorse necessarie a garantire le borse di studio, forme di reddito indiretto come la mobilità gratuita per gli studenti, e strumenti fiscali come la deducibilità delle spese per la scuola.

7)Università e ricerca devono essere considerati beni pubblici essenziali. Vogliono invertire subito la rotta dei governi precedenti, garantendo la possibilità di formazione a tutti, cancellando il numero chiuso come metodo di accesso all’università. Significa rifinanziare l’intero sistema di diritto allo studio, sia per le borse di studio, in particolare per gli studenti di dottorato il finanziamento deve essere sempre garantito, sia per le residenze studentesche, e parte delle risorse possono essere reperite da coloro che ne hanno beneficiato eludendo fin qui il fisco.

8)La contribuzione studentesca deve essere progressiva in base alle condizioni economiche e patrimoniali, senza penalizzare gli studenti fuori corso, part-time e lavoratori.

9)Un piano straordinario per l’immissione in ruolo di ricercatori a tempo determinato attraverso uno speciale programma di assunzione. Bisogna favorire la creazione di spin-off dalla ricerca pubblica, semplificare le start-up.

10)Occorre garantire la trasparenza nella gestione dei fondi, sia nell’assegnazione che nei concorsi.

Inoltre vi dico altro.

Il 24-25 febbraio, se potessi, voterei Maso Notarianni e Vota etico, in coalizione con Ambrosoli Lombardia 2013 alle elezioni regionali in Lombardia perchè negli ultimi 10 anni ha lavorato con EMERGENCY, ha fondato un quotidiano online che si chiama PeaceReporter e E-ilMensile.

Il 24-25 febbraio, se potessi, voterei Marco Furfaro e SEL, con Nicola Zingaretti Presidente, alle elezioni regionali del Lazio, perchè porta avanti da sempre la sua battaglia contro la precarietà.

E’ vero. Alcune cose possono sembrare utopiche. Rimane pur sempre un programma, ma Sinistra Ecologia Libertà e Nichi Vendola sono stati gli unici a scriverlo. Sono stati gli unici a scrivere in maniera così dettagliata una riforma della scuola così strutturata. Così come all’Italia serve.

Ho cercato di fare una scelta giusta. Una scelta che serve al nostro Paese per farlo rinascere, per portarlo agli standard di una volta. Per ritornare a sentire l’orgoglio di essere Italiani.

Per questo voterò SEL e se un giorno mi deluderà se un giorno sbaglieranno anche loro, o non rispetteranno quello che hanno scritto, avrò sempre modo di prenderne le distanze e di criticarli per non aver mantenuto un patto con gli elettori.

Ma soprattutto, come avrebbe detto Enrico Berlinguer: “Compagni, votate tutti, affinché il sacrificio dei giovani della Resistenza non sia stavo vano”.