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Io sostengo Un’opportunità per Teano, con Nicola Di Benedetto Sindaco.

21 Mag

538204_104675696385051_729122556_nPur non essendo residente, Teano è il Paese che mi ha formato. Ho trascorso 5 anni della mia vita al liceo scientifico I.S.I.S.S. Ugo Foscolo. E’ il Paese che molte sere mi ha ospitato. E’ il Paese dove papà ha il suo studio medico. E’ il Paese che vorrei vedere migliore. E’ il Paese che ha bisogno di Un’opportunità per Teano con Nicola di Benetto Sindaco.

Semplicemente perchè:

E’ una lista che ha presentato candidati completamente nuovi, tagliando fuori la vecchia classe dirigente. Un vero passa avanti. Un vero progresso.

E’ una lista che è scesa in piazza, costruendo il proprio programma ascoltando i cittadini, non facendo accordi a tavolino.

E’ una lista che ha saputo prendere le proposte che venivano dai giovani e farne un tesoro.

E’ una lista che mette al primo posto Teano e i suoi cittadini, non i suoi candidati.

E’ una lista che sul simbolo non ha scritto il nome di nessuno.

E’ una lista che non ha fatto accordi sotto banco.

E’ una lista con il programma giusto per Teano.

E’ una lista che ha come candidato Sindaco Nicola Di Benedetto.

E’ la lista della trasparenza.

E’ la lista lista del rinnovamento.

Scacco Matto di Grillo alla Partitocrazia? | di Francesco Carbone

28 Feb

di Francesco Carbone

Francesco Carbone per il blog: http://www.antoniolomastro.

Come avevo gia’ previsto, l’Italia dopo le elezioni e’ nel Caos, c’e’ chi vede questo caos in modo negativo e c’e’ chi come me vede questo caos in modo positivo.

Ora c’e’ solo da verificare se il caos e’ stato indotto dai poteri forti o se e’ un evento naturale voluto dal popolo e in ogni caso, questo caos deve servire al popolo e chi al momento e’ chiamato a rappresentarlo per far si che sia utilizzato solo per definitivamente distruggere il dividi et impera creato dal partitismo al servizio dei poteri forti .
Iniziamo a creare le nuove basi per una politica nazionale dove il cittadino italiano si senta veramente sovrano e rispettato da coloro che al suo servizio amministrano la Nazione in nome del Popolo Italiano.
Fino a oggi, abbiamo delegato la politica del nostro paese a gruppi e lobbies che grazie ai propri abili burattini hanno fatto i propri interessi.
E’ arrivato il momento di affidare il nostro paese alle persone e solo in questo contesto di puro Caos cio’ puo’ verificarsi realmente senza che i poteri forti influiscano piu’ di tanto per manipolarci e tutto sta a noi cittadini e a coloro che al momento hanno un incarico di parlamentare e non importa quale sia la casacca che hanno addosso.
Ogni Parlamentare in base all’art 67 rappresenta la Nazione e non solo coloro che hanno votato quel partito o quel movimento e queste mie considerazioni vanno a tutti voi e spero che abbiate il tempo e l’umilta’ di leggere queste poche righe di un cittadino che umilmente pretende di riappropriarsi della sua sovranita’.
Iniziate innanzitutto a ragionare con logica e non per ideali, fatevi delle domande e cercate le risposte analizzando tutto in modo critico e logico.
Grazie a Grillo e il movimento che lui rappresenta, la Partitocrazia e’ arrivata alla sua fine naturale e questo e’ un nuovo inizio da prendere subito in mano per il bene della Nazione.
Come in una partita a scacchi, al momento e’ stato dichiarato lo Scacco , ora sta a tutti noi far si che ci sia lo scacco matto o contro il popolo o contro le lobbies.
Abbiamo due scelte:
1) far si che gli eventi abbiano il suo corso senza che nessuno intervenga e in questo modo i poteri forti saranno liberi di continuare a gestire il gioco e riprendersi in mano l’intero Parlamento grazie a un nuovo governo tecnico anti democratico che continuera’ ad impoverirci tutti dando la colpa non solo alla vecchia politica ma anche al movimento del 5 stelle e un domani ci ritroveremo con governi fatti si di persone e non di partiti ma di persone al servizio delle lobbies fatti passare per grandi esperti per fotterci ancora di piu’ la nostra sovranita’ , portandoci a un nuovo schiavismo materiale e psicologico.
2) far si che gli eventi siano utilizzati in maniera che le lobbies e i poteri forti non abbiano la possibilita’ di manipolare psicologicamente questo caos per come vogliono loro ma di utilizzare questo caos per riprenderci la nostra sovranita’.
Come poter fare tutto cio’ in maniera semplice? Ora vi pongo alla vostra attenzione un’idea.
Fino a oggi tutti parlano di obblighi di responsabilita’ dei vari capi di partiti e movimenti per evitare l’ingovernabilita’e nessuno parla di responsabilita’ personali dei singoli parlamentari Italiani che come sancito dalla Costituzione all’art 67, non rappresentano un partito o un movimento ma rappresentano la Nazione e sempre la Costituzione, in base all’art 54 vi obbliga ad essere fedeli alla Repubblica, di osservare la Costituzione e le leggi e il tutto con massima disciplina e onore.
Questo periodo, sara’ un periodo transitorio solo per gettare le basi di una nuova Italia e a voi Parlamentari e’ dato il compito di decidere se essere al servizio della Nazione e del cittadino o essere al sevizio dei partiti e delle lobbies.
Un atto responsabile di tutti i Parlamentari o gran parte di essi, sarebbe di gettare via la casacca e METTERE ALLA PROVA il nuovo che si definisce non al servizio delle lobbies ma portavoce del popolo cosi da vedere se effettivamente lo e’.
Se tantissimi parlamentari facessero questo atto di umilta’ schierandosi apertamente con il popolo mettendosi a disposizione per far si che vengano attuate delle leggi a favore dei tanti e non dei pochi, sono sicuro che il movimento non vi chiuderebbe la porta in faccia e avendo la maggioranza parlamentare, tutti assieme potrete creare le basi per avere in futuro un parlamento fatto di persone ONOREVOLI non burattini dei poteri forti ma persone capaci, semplici ,umili e preparate per servire la nazione e i cittadini Italiani.
I veri irresponsabili sono coloro che attraverso l’arroganza, l’orgoglio o la furbizia, creeranno le basi per far si che ci venga imposto un altro governo tecnico e se cio’ accadra’, penso che il popolo in questo caso sara’ obbligato a prendere i forconi in mano.
L’UNICA COSA CHE VI SI CHIEDE A TUTTI E’ L’UMILTA’ NEL COMPORTAMENTO E PUGNO FERMO E COERENZA NELL’AGIRE PER IL BENE DEL POPOLO ITALIANO.
Non abbiate paura di mettervi contro i poteri forti criminali e finanziari , sono nulla a confronto del potere che puo’ avere il popolo sveglio e il popolo oltre a svegliarsi e’ incazzato nero e sta iniziando ad avere fame e un popolo arrabbiato e affamato e’ in grado di travolgere tutto e tutti e in special modo coloro che sentendosi furbi hanno preso e continuano a prendere per i fondelli il popolo Italiano.
Che Dio ci dia a tutti la forza ,il buon senso e l’umilta’ di servire gli oppressi mettendoci tutti dalla loro parte e far si che siano puniti pesantemente i furbi e gli oppressori.
Cio’ puo’ sembrare solo utopia solo se non apriamo i nostri cuori e le nostri menti e ci auto limitiamo ad osservare cosa fanno gli altri senza intervenire in alcun modo.
Francesco Carbone (il coraggio di denunciare)

Un articolo di Francesco Carbone

Francesco Carbone (il coraggio di denunciare) Pagina Ufficiale

Francesco Carbone per http://www.antoniolomastro.com

Fai la cosa giusta: vota | di Andrea De Luca

24 Feb

Oggi o domani dobbiamo andare a votare. Il ragionamento del tipo ‘i politici sono tutti uguali’ è sbagliato, in quanto è uno dei classici stereotipi affibbiati alla politica. Perchè votare? Innanzitutto votare è un diritto e un dovere civico del cittadino. Inoltre, il voto è l’unico strumento di democrazia diretta che permette al cittadino di contribuire ad una scelta importante per il paese. Chi non vota poi non dovrebbe avere nessun diritto di lamentarsi. E, non ultimo, non dimentichiamo che in passato si è lottato tanto per ottenere la democrazia. Lo stato siamo noi, i cittadini. Siamo noi a scegliere. Votare è importante.

di Andrea De Luca

un articolo di Andrea De Luca per http://www.antoniolomastro.com

Il pensiero di un’insegnate della Scuola Pubblica prima del voto.

24 Feb

“Domenica e lunedì si vota nelle scuole pubbliche. Guardatevi intorno, guardate i soffitti, i bagni , le porte, l’intonaco. Guardate dove noi tutto il giorno viviamo e cerchiamo nei nostri limiti umani di costruire, formare e conservare una memoria. Guardate dove lavoriamo, in che condizioni, e pensate che i vostri figli passano più tempo della loro vita dentro quelle aule che in casa vostra. E pensate che lì si forma un cittadino, la sua libertà e la sua vita. Poi votate …”

Claudia Pepe, insegnante

Elezioni 2013, voto per i miei bambini non per me | di Alex Corlazzoli

22 Feb

dal blog di Alex Corlazzoli.    –     fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Cari ragazzi, domenica e lunedì voterò per voi, non per me. Tante, troppe volte vi ho insegnato chedon Lorenzo Milani scriveva “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti assieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.

Non vi nascondo che stavolta ero tentato di restare a casa ma poi, in questi giorni vi ho osservati in classe. Ho pensato a quando mi raccontate ciò che volete fare da grandi, a chi di voi mi dice: “Maestro, io so già che da questo Paese me ne dovrò andare perché qui c’è la crisi”. Ho pensato alla fatica che facciamo ad avere una lavagna multimediale in ogni classe, a quei ragazzi meno fortunati di voi che non hanno diritto ad un insegnante di sostegno per tutto il tempo che restano a scuola.

Ho visto i volti di coloro tra i vostri genitori che sono disoccupati, costretti a bussare alla porta dell’assistente sociale perché non arrivano alla fine del mese. Mi sono rivisto con gli altri precari sui gradini dell’Ufficio scolastico di Cremona a fare lo sciopero della fame per denunciare lo schiavismo del precariato.

E’ vero non ci meritiamo quest’Italia. Io insieme alla mia generazione abbiamo fatto il possibile per cambiarla, ve lo assicuro. Abbiamo per anni lavorato nel volontariato, abbiamo cercato negli anni di Tangentopoli di raccogliere quell’entusiasmo, quella voglia di cambiamento entrando a far parte dei movimenti antimafia. Molti della mia generazione hanno militato nei partiti, hanno fatto banchetti, hanno creduto che potesse tornare una politica preoccupata solo dell’interesse del cittadino. Ma abbiamo fallito.

Alla mia generazione è stato impedito di diventare la classe dirigente del Paese. Ci hanno detto che siamo schizzinosi perchè vogliamo un posto fisso. Ci hanno definito bamboccioni. Quegli uomini che incontravo alle riunioni di partito, ai congressi, dove proclamavano rivolgendosi alla mia generazione “Siete voi il futuro” ora sono ancora tutti candidati. Sono cresciuto guardando al tg del primo canale Pier Ferdinando Casini, Massimo D’Alema, Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi. Sono ancora lì.

Ma domenica e lunedì voterò per la vostra generazione non per me.

Le uniche armi che approvo sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto“. Ogni volta che si avvicinano i giorni della fine della campagna elettorale dovremmo rileggere queste parole di don Lorenzo Milani. Non abbiamo alternative: scegliere da che parte stare, essere partigiani anche nei momenti più drammatici. Il non voto dev’essere rispettato ma allo stesso tempo è l’immagine di un Paese che ha perso.

I cittadini che domenica e lunedì non si recheranno alle urne o annulleranno la scheda, esprimono il disagio che si respira. Sono la voce di chi ha urlato a lungo ma non è stato ascoltato e ora si arrende. Alza bandiera bianca. Votare, stavolta, non è facile. Direi quasi impossibile. Ma va detto con schiettezza: del non voto, ai leader dei partiti, non interessa nulla. Il giorno dopo faranno a gara a dire che ognuno di loro ha vinto: chi ha ottenuto comunque un buon risultato partendo dal nulla, chi ha mantenuto la sua percentuale, chi ha rivoluzionato l’Italia, chi ha riportato l’Italia alla stabilità. Nessuno parlerà dei voti nulli, degli astenuti. Saranno materia, per 24 ore, degli opinionisti, martedì saranno già dimenticati.

Una mia collega maestra, laureata, precaria, mi ha detto: “Voto il cavaliere”. Le ho chiesto di spiegarmi il perché: “Perchè penso sia l’unico in grado di guidare l’Italia”. Ho insistito: “Perchè pensi sia l’unico a poter fare il premier?”. Non ha saputo darmi risposta.

Votare è un diritto ma è anche un dovere. Dietro quella crocetta c’è il nostro dovere di sapere a chi stiamo affidando il futuro degli ospedali, delle scuole, dei nostri musei e dei nostri parchi. E a chi l’abbiamo dato fino ad oggi. Non dobbiamo dimenticare che in realtà votiamo ogni giorno, quando dimentichiamo di educare i nostri ragazzi ad amare la Politica, quando andiamo al supermercato, quando non protestiamo con il nostro sindaco, quando non scendiamo in piazza per i nostri diritti, quando ci rassegniamo a fare bene il nostro lavoro senza interrogarci sul bene collettivo. La vera sfida è tornare ad interessare il nostro vicino di casa, il nostro collega di lavoro, la suocera all’amministrazione del nostro Paese togliendoli dalla poltrona davantia alla tv.

Si fatica ad essere ottimisti, purtroppo ma non c’è democrazia senza un popolo preparato.

 

Un  articolo di 

fonte: http: www.ilfattoquotidiano.it

Il 24-25 febbraio voterò Sinistra Ecologia Libertà, per un Paese che investa su Scuola Pubblica, Università e Ricerca.

19 Feb

Premesso che sono di sinistra e indipendente, non legato ad alcuna logica di partito, il prossimo 24-25 febbraio voterò Sinistra Ecologia Libertà.

Non tanto per il “voto utile” come Bersani ripete da tempo. Nè tantomeno per il ricatto “o voti Pd o vince B.”. Ma per il suo programma.

Diceva Italo Calvino: “Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perchè le risorse mancano, o i costi sono eccessivi.
Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”.

E SEL è l’unico partito ad inserire nel programma una riforma della scuola così come all’Italia serve.

Nella classifica OCSE sugli investimenti nell’istruzione, l’Italia occupa le ultime posizioni. Siamo penultimi, al 31° posto su 32. L’Italia spende per questo settore solo il 9% del totale della spesa pubblica, quando la media dei paesi industrializzati è superiore al 13%.

Vendola osserva: “Il sistema delle barriere d’accesso, tasse alte e numero chiuso, ha ridotto la qualità della formazione e la quantità di persone laureate. Così l’università attuale non è più uno strumento per poter migliorare la propria condizione sociale. […] Siamo l’unico paese nel mondo industrializzato che non considera il finanziamento alla formazione pubblica come strumento anticiclico, per contrastare la crisi e frenare gli effetti della precarizzazione del mondo del lavoro”.

E rilancia:

1) Una riforma del sistema della formazione che punti in primo luogo ad equiparare le risorse e gli investimenti per l’istruzione italiana a quelli della media europea, in linea con quel che richiede l’Europa attraverso il programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

2)Scuole pubbliche di qualità in tutto il territorio nazionale, che operino in reale autonomia, garantendo gli Organi Collegiali.

3)Un nuovo programma di edilizia scolastica, recuperando risorse attraverso il taglio delle spese per l’acquisto degli inutili aerei da guerra F-35, che rinnovi le strutture e le adegui alla normativa antisismica, le doti di connettività, di laboratori e degli altri strumenti necessari.

4)Ben tre generazioni di insegnanti sono intrappolati nella vergognosa gabbia della precarietà. Per questo propongono un piano pluriennale di immissione in ruolo dei precari.

5)La qualità delle nostra scuola va costantemente valutata e misurata. Per questo intendono istituire un percorso di valutazione complessivo del sistema scolastico, così da verificarne l’adeguatezza e la rispondenza alle necessità espresse dagli studenti e dai cambiamenti sociali e culturali in atto.

6)Ma la scuola è anche degli studenti, mentre oggi il diritto allo studio è fortemente messo in discussione dall’aumento delle tasse, dai costi non più sostenibili delle famiglie per l’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico, dall’erosione delle borse di studio. Vanno messe in campo con urgenza le risorse necessarie a garantire le borse di studio, forme di reddito indiretto come la mobilità gratuita per gli studenti, e strumenti fiscali come la deducibilità delle spese per la scuola.

7)Università e ricerca devono essere considerati beni pubblici essenziali. Vogliono invertire subito la rotta dei governi precedenti, garantendo la possibilità di formazione a tutti, cancellando il numero chiuso come metodo di accesso all’università. Significa rifinanziare l’intero sistema di diritto allo studio, sia per le borse di studio, in particolare per gli studenti di dottorato il finanziamento deve essere sempre garantito, sia per le residenze studentesche, e parte delle risorse possono essere reperite da coloro che ne hanno beneficiato eludendo fin qui il fisco.

8)La contribuzione studentesca deve essere progressiva in base alle condizioni economiche e patrimoniali, senza penalizzare gli studenti fuori corso, part-time e lavoratori.

9)Un piano straordinario per l’immissione in ruolo di ricercatori a tempo determinato attraverso uno speciale programma di assunzione. Bisogna favorire la creazione di spin-off dalla ricerca pubblica, semplificare le start-up.

10)Occorre garantire la trasparenza nella gestione dei fondi, sia nell’assegnazione che nei concorsi.

Inoltre vi dico altro.

Il 24-25 febbraio, se potessi, voterei Maso Notarianni e Vota etico, in coalizione con Ambrosoli Lombardia 2013 alle elezioni regionali in Lombardia perchè negli ultimi 10 anni ha lavorato con EMERGENCY, ha fondato un quotidiano online che si chiama PeaceReporter e E-ilMensile.

Il 24-25 febbraio, se potessi, voterei Marco Furfaro e SEL, con Nicola Zingaretti Presidente, alle elezioni regionali del Lazio, perchè porta avanti da sempre la sua battaglia contro la precarietà.

E’ vero. Alcune cose possono sembrare utopiche. Rimane pur sempre un programma, ma Sinistra Ecologia Libertà e Nichi Vendola sono stati gli unici a scriverlo. Sono stati gli unici a scrivere in maniera così dettagliata una riforma della scuola così strutturata. Così come all’Italia serve.

Ho cercato di fare una scelta giusta. Una scelta che serve al nostro Paese per farlo rinascere, per portarlo agli standard di una volta. Per ritornare a sentire l’orgoglio di essere Italiani.

Per questo voterò SEL e se un giorno mi deluderà se un giorno sbaglieranno anche loro, o non rispetteranno quello che hanno scritto, avrò sempre modo di prenderne le distanze e di criticarli per non aver mantenuto un patto con gli elettori.

Ma soprattutto, come avrebbe detto Enrico Berlinguer: “Compagni, votate tutti, affinché il sacrificio dei giovani della Resistenza non sia stavo vano”.

Bersani ora devi ascoltarmi!

14 Feb

Caro Bersani,

mi sentivo in dovere di scriverti, in vista delle prossime elezioni del 24-25 febbraio. Oggi sono rimasto colpito da una foto pubblicata sulla bacheca della fan-page di Rivoluzione Civile. C’eravate voi. Tu e Antonio Ingroia. E il leader di Rivoluzione Civile ironicamente ha commentato: “Io prendo vino rosso, visto che noi siamo i veri rossi”.

Non credi sia opportuno creare una coalizione di “vera sinistra”, una coalizione che davvero gli Italiani vorrebbero, che davvero potrebbe governare il Paese in maniera progressista, tenendo, allo stesso tempo, lontano Mario Monti?

Io credo di si. E come me, tanti.

In effetti lo metteva in luce Travaglio (I capponi di Renzi): “Il sindaco di Firenze, anzi di Firenzi, Matteo Renzi accusa Ingroia e Rivoluzione Civile di “autogol” perché farebbe “vincere Berlusconi”. Bersani ripete che “c’è un solo voto utile per battere la destra ed è il voto al Pd”. Per carità, in politica e soprattutto in campagna elettorale ciascuno tira l’acqua al suo mulino. Ma c’è qualcosa di intellettualmente disonesto nel ricatto “o voti Pd o vince B.”.

Ma quello che più preoccupa sono le continue aperture a Monti e alla sua schiera: Casini, Fini e Co. Una cosa impensabile!

Lo sottolineava anche Videtta sul suo blog, Il Piantagrane, in un articolo chiarissimo (Sarà solo colpa vostra). Scriveva il blogger: “Gli elettori di sinistra, stanchi degli accordi di Palazzo e di dover sentire un giorno sì e l’altro pure che l’alleanza con Casini, Fini, Binetti, Monti e Buttiglione si farà, si rifugiano nel voto verso Grillo o Ingroia. Non per spirito di autolesionismo, non perché godono nel vedere il centrosinistra perdere, ma perché stufi di assistere ad una coalizione rinunciataria, pavida, subalterna, triste e grigia”.

Per il bene dell’Italia, per il mio futuro, per il futuro di tanti giovani miei coetanei, per tutti quelli che sono costretti ad andarsene, che sperano nel vedere questo Paese più equo, più giusto, più rinnovato: evitiamo di far vincere di nuovo B. Sarebbe un suicido per l’Italia! Ma allo stesso tempo c’è bisogno di una grande maggioranza alla Camera e al Senato, che permetta di approvare quelle riforme di cui l’Italia ha bisogno. Per uscire dalla crisi, per rimettere in sesto il Paese. E Mario Monti non è la soluzione.

Se poi rivincerà, se poi si andrà di nuovo ad elezioni anticipate per ingovernabilità, è vero si che gli Italiani se lo meritano. Sarà, però, anche colpa vostra. E come sosteneva Videtta, “il voto verso qualcun’altro una semplice conseguenza”.

Con Affetto, Antonio.