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Su facebook dei pochi controlli, razzisti e omofobi

11 Gen

Oltre ad essere un punto di ritrovo e di svago, in cui ci si condivide di tutto, Facebook, alcuni giorni fa è stato sfruttato da razzisti ed omofobi per postare le loro frasi vergognose.

Il primo della serie è Renato Pallavidini, professore neo-nazista di Torino. Dal suo account, sul quale comparivano molte foto del Duce e di Hitlet, onorato “di aver fatto pulizia tra gli ebrei”, compare: “Potrei fare una strage in Sinagoga”. Prendendo ad esempio Cassieri, anche lui voleva fare “tiro a segno” contro i “negroni che spacciano sotto casa sua”.

Da un altro profilo, quello di Mauro Aicardi, consigliere leghista di Albenga, si vede un commento in cui scriveva: “Immigrati? Ci servono i forni”. Ma oltre alla gravissima frase, la cosa più grave è la posizione del Sindaco. Come si legge da un articolo di Repubblica, a firma di Marco Pasqua,  “il sindaco, Rosy Guarnieri (Lega), è scesa in campo in difesa del suo collega di partito: “Chi, come me, lo conosce da tempo sa che è una persona briosa e genuina, che per il suo essere spontaneo, magari sentendosi tra amici, esprime concetti, volutamente provocatori, il cui significato è del tutto diverso da quello percepito”. Ad offendere anche l’intelligenza delle persone. Quale altro significato poteva essere percepito da quella frase?

Ma oltre al razzismo, non mancano anche casi di omofobia. L’assessore alla Mobilità del Comune di Lecce Giuseppa Ripa, attraverso il social network aveva dato della “signorina” al Segretario di SEL. Ma non basta. Offende anche gli omosessuali definendoli “affetti da turbe psichiche”. Ma per fortuna si è dimesso.

In effetti, più controlli ci vorrebbero. La famosa piattaforma dovrebbe mettere a disposizione un equipe di esperti per monitorare le attività degli utenti. Oltre alle frasi che in questi giorni sono state pubblicate, non mancano numerosi gruppi e pagine violente che istigano all’odio. Gruppi di ispirazione fascista e neo-nazista. Gruppi razzisti e omofobi. Gruppi che attaccano disabili e immigrati. Il controllo ci vorrebbe, visto che le segnalazioni proprio non bastano.

L’art. 18 non si tocca. La fiducia all’Europa? Riduciamo i vitalizi parlamentari e niente F35.

4 Gen

La crisi c’è. E’ vero. Ma la colpa non è di certo dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. E soltanto il pensiero della modifica, è l’ennesima prova che a pagare le conseguenza delle manovre finanziarie sono sempre gli stessi, i lavoratori. Monti si giustifica dicendo che la richiesta arriva direttamente dall’Europa e lui, con il suo governo, non può fare sconti a nessuno. Come scrive Roberto Mania su La Repubblica, Monti sostiene: “Il nostro problema centrale è il deficit di credibilità”. “Altrimenti – aggiunge – lo spread non calerà mai”. Insomma, bisogna modificare l’articolo 18 che oggi tutela i lavoratori per una questione di credibilità? E’ questo l’unico modo? Io credo di no. Si può benissimo provare che la credibilità all’Europa può essere data in maniera diversa. Il popolo del web si ribella su facebook, sottolineando l’inutilità dei 131 caccia bombardieri F35. Tagliamo questa spesa folle. Altro che credibilità. Abbiamo fatto così una seconda manovra economica da ben 18 miliardi di euro. Proprio ieri su tutti i giornali apparivano articoli sugli stipendi dei parlamentari italiani, che sembrano essere quelli più alti in Europa, con retribuzioni che superano 16mila euro lordi mensili. Tagliare lì, anziché toccare l’articolo 18. Sarebbe, prima di tutto una bella risposta all’Europa sul piano della fiducia, e seconda cosa sarebbe “il buon esempio”. A vedere, poi, come lo spread scenderà.

Nessuno è perfetto. Neanche il Grande Giorgio Bocca

27 Dic

“Non ho amato i coccodrilli sempre belli” scriveva sul suo blog sul sito de Il fatto quotidiano Andrea Scanzi qualche giorno fa. In effetti è così. Siamo belli, perchè diversi e con i nostri difetti. E poi nessuno è perfetto. Nessuno. Ma in questi giorni, su facebook, su twitter si è sviluppato un chiacchiericcio di critiche rivolte contro Giorgio Bocca. Anzi, qualcuno è stato capace di estrapolare da un paio di frasi la sua filosofia. Come abbia fatto non lo so. Ma ci è riuscito. Attaccare in quel modo l’ex partigiano, l’antifascista, il co-fondatore del quotidiano La Repubblica, mi sembra scorretto. Inoltre è comprensibile che nei sui 91 anni di carriera, abbia potuto dire o fare qualcosa di non gradito. L’esagerazione non trova limiti. Anche qui.