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Prendiamo la tessera. Aiutiamo Emergency a “non smettere di curare le persone”.

16 Gen

Non si può rimanere sordi davanti all’appello lanciato da Emergency. L’associazione ha bisogno del nostro aiuto per “non smettere di curare le persone” e soprattutto, come scriveva Gino Strada nel suo S.O.S, maggiore impegno “affinchè non venga interrotto uno straordinario esperimento umano di cura e di cultura”. Emergency è un associazione indipendente. La sua esistenza dipenda da noi. Ma da noi dipendono anche molte altre cose.

In Afghanistan. 3 centri chirurgici, a Kabul, Anabah, Lashkar-gah. Il centro di maternità a Anabah. Dipendono da noi.

In Cambogia. Il centro chirurgico a Battambang e 5 posti di primo soccorso. Dipendono da noi.

In Iraq. 3 centri di riabilitazione, a Sulaimaniya, Diana e Dohuk. Dipendono da noi.

Nella Repubblica Centro Africana. Il centro pediatrico di Bangui dipende da noi.

In Sierra Leone. Il centro chirurgico e il centro pediatrico a Goderich dipendono da noi.

In Sudan. 3 centri pediatrici a Mayo, Nyala e Port Sudan. Il centro di cardiochirurgia a Soba. Dipendono da noi.

In Italia. I poliambulatori di Marghera e di Palermo. Dipendono da noi.

Vogliamo davvero far saltare tutto questo? Emergency in 17 anni ha curato oltre 4 milioni e mezzo di persone. Ogni 2 minuti ne cura un’altra, in zone devastate dalla guerra e dalla povertà. A noi non costa niente, ma i benefici che ricevono le persone, nostre coetanee, sono davvero tanti. Parecchi. Diversi sono i modi per contribuire, come ho già scritto in un mio vecchio articolo. La più semplice? Prendete la tessera. Come ho fatto io!

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Se anche gli Stati Uniti tagliano 450 miliardi alle spese militari

6 Gen

Quando si fa un investimento non si sa mai come va a finire. Si può avere successo, ma si può anche rischiare di perdere il tutto. Non sempre. Chi investe nella guerra, ha già perso il suo business investito. Alcuni lo hanno capito, altri lo hanno capito a metà, altri non l’hanno ancora capito e infine c’è chi l’ha capito e vuole farlo capire, ma viene ignorato. Sul web impazza la protesta contro l’acquisto dei cacciabombardieri F35, che costano ben 18 miliardi di euro. Le associazioni pacifiste, come Emergency, si mobilitano. Partiti, come l’Italia dei Valori, premono. Tutti vengono ignorati. Il governo prosegue per la sua strada. I caccia si comprano e basta. Punto.

C’è chi invece, come gli Stati Uniti, che sono una delle potenze militari più grandi, se non la prima, hanno deciso di ridurre gli investimenti nelle armi e nella guerra, per un risparmio complessivo di 450 miliardi. Ad annunciarlo è stato lo stesso Obama insieme al ministro della difesa Panetta, in un incontro con i giornalisti al Pentagono. Ha spiegato il Presidente americano che i tagli non riguarderanno soltanto gli armamenti e che faranno un esercito più “snello”, ma anche l’arsenale nucleare, che sarà diminuito notevolmente.

Insomma, la scelta più sensata. La crisi non deve essere risolta sulle spalle dei lavoratori. Si può benissimo decidere di ridurre le spese militari. Un modo efficiente per combattere il crac finanziario e, soprattutto, si evitano di fare danni all’umanità.

Quanto ci costano i cacciabombardieri F35? Quanto una manovra economica. Ovvero 18 miliardi di euro.

3 Gen

In Italia si può toccare e rivedere tutto, ma è vietato “sfiorare” loro. I caccia Bombardieri F35. Può sembrare strano, ma è così. In un periodo di crisi, tutti ne risentono. Perfino gli immigrati, devono versare 200 euro ogni qual volta devono rinnovare il loro permesso di soggiorno. Ma sui caccia c’è “il divieto divino”: vietato toccare.

Prima di tutto costano 18 miliardi di euro. Una spesa folle, che non contiene i costi di manutenzione. Soldi che potrebbero essere spesi in altro modo. Modi, gli altri, che porterebbero sicuramente vantaggi e benefici agli italiani.

Secondo a cosa ci servono? I caccia F35 non possono essere utilizzati nelle “missioni di pace” come vengono definite, ma che in realtà sono vere e proprie guerre di controllo e interessi. Inoltre con la nostra Costituzione, ripudiamo la guerra come strumento di offesa.

Fortumente, oltre ai blogger e qualche politico, la questione si sta accendendo e molti hanno chiesto di abbandonare il progetto. Su un articolo di La Repubblica ” Monta la protesta contro i caccia F35. Costano troppo, il governo non li compri”, venivano riportate queste parole:

Di Pietro: “Scandalo insopportabile”. Raisi: “Costano quanto una Finanziaria”. Bonelli: “Il governo tace”. E il Pd chiede a Monti un “ripensamento”. Vendola attacca il ministro: “Tagli del personale per avere più risorse da destinare agli armamenti e alle missioni. Il rischio è questo e va contrastato”.

Nel 2012 ci saranno ancora più di 30 guerre nel mondo.

1 Gen

Sono queste le parole contenute nello spot di 30 secondi diffuso da Emergency. Sono, però, seguite da parole ancora più forti: “aiutaci a non smettere di curare le vittime”. Frasi che non possono assolutamente essere ignorate. Emergency ha bisogno di noi, e noi dobbiamo dare il nostro sostegno. La crisi c’è e si fa sentire. Anche per associazioni che vivevano grazie ai contributi di iscritti, attivisti o semplici donatori. Ora i soldi scarseggiano e l’associazione si trova in difficoltà per mantenere aperti i centri pediatrici, di maternità, chirurgici per le vittime della guerra, di primo soccorso, di riabilitazione fisica e sociale. In 17 anni, in questi centri, Emergecy ha curato oltre 4 milioni e mezzo di persone, in Paesi devastati dalla guerra e dalla povertà. Dobbiamo fare in modo che, per dirla con Gino Strada, “non venga interrotto uno straordinario “esperimento umano” di cura e di cultura”.

Cosa possiamo fare?

1) Donazione via internet: http://www.sosemergency.it/?trk=1.17

2) Altre modalità di donazione: http://www.sosemergency.it/altre-modalita-di-donazione.php

3) Acquistare i gadget di Emergency: http://www.emergency.it/gadget.html

4) Prendere la tessera: http://www.emergency.it/tessera/index.html

5) Regalare una tessera: http://www.emergency.it/flex/FixedPages/Common/regalatessera.php/L/IT

6)Bomboniere solidali: http://www.emergency.it/bomboniere-solidali/index.html

7) 5 per mille a Emergency: http://www.emergency.it/cinque-per-mille.html

8) Emeregency Card: http://www.emergency.it/carte-bper.html

9) L’ultima lira: http://www.emergency.it/l-ultima.lira.html

Mi raccomando anche un piccolo contributo, ma fatelo!