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Il tracollo della Lega e il futuro misterioso del Carroccio | di Andrea De Luca

27 Mag

Queste elezioni amministrative hanno fatto registrare l’incredibile affermazione dei grillini ma soprattutto, dopo i ballottaggi, il tracollo definitivo della Lega Nord. In linea generale, su 118 comuni ben 94 sono stati espugnati dal centrosinistra e 34 dal centrodestra. E pensare che, rispetto all’ultima tornata amministrativa, la situazione era praticamente inversa, con 73 comuni al centrodestra e 45 al centrosinistra. La Lega cede 7 comuni su 7 al centrosinistra: Tradate (Varese), Meda (Monza), Senago (Milano), Cantù (Como), Palazzolo sull’Oglio (Brescia), San Giovanni Lupatoto (Verona) e Thiene (Vicenza). Non tutti probabilmente se lo aspettavano. La sconfitta è pesantissima. Il Carroccio, già alle prese con le inchieste giudiziarie e con gli scandali sui fondi neri, deve riflettere su questo tracollo e soprattutto su cosa farà in futuro. C’è chi auspica che sia arrivato il momento dell’apertura di una fase nuova con un ricambio generazionale. Altri ipotizzano che la Lega, alle prossime politiche, si presenterà da sola. Il futuro del Carroccio ora come ora appare incerto e misterioso. Come un romanzo giallo, anzi verde.

di Andrea De Luca per il blog di Antonio Lo Mastro

Centro Sinistra – Centro destra, 95-34 e la Lega perde 7 comuni su 7.

21 Mag

Una vera e propria catastrofe per il partito di Silvio Berlusconi, che da nord a sud ha perso le sue roccaforti. E’ questo il bilancio delle amministrative di maggio 2012. Alle scorse amministrative governava in ben 98 comuni. Oggi gliene sono rimasti 34. Un vero e proprio ribaltone, sintomo che gli italiani hanno capito la situazione in cui l’ex presidente del consiglio li ha lasciati e hanno deciso di usare l’arma dell’urna.

La lega ha perso 7 comuni su 7 ai quali era arrivata al ballottaggio. Vince comunque a Verona raggiungendo con Tosi il 57% dei consensi.

A Parma Pizzarotti, un esponente del movimento 5 stelle di Beppe Grillo che regge bene il test.

A Palermo stravince Orlando, idv, con il 72%. A Genova Doria, a l’Aquila Cialente, a Piacenza Dosi, a Monza Scanagatti e a Taranto Stefàno.

Tutti vogliono cacciare gli immigrati, ma non si può. Sono indispensabili per la nostra economia.

20 Apr

Voce del verbo sbraitare. Proprio così. C’è chi sbraita dalla mattina alla sera dicendo: “gli immigrati? Fuori dall’Italia”. Ma perché non li cacciano per davvero? Forse perché sono indispensabili. Forse perchè producono il 9,7% del PIL italiano, forse perchè ci servono.

Recentemente Marco Travaglio, ha menzionato il libro Patria di Enrico Deaglio, in cui è riportato un fantaracconto, di Massimo Ghirelli, che ipotizza e descrive un giorno senza di loro. Il suo era un fantaracconto, ma proviamo a spostarlo sulla realtà. Italia paralizzata: 24 ore di black out, non solo economico, ma anche sociale.

Prendiamo in esempio solo una categoria: badanti e colf. Una piccola storiella. Mashinka, sposata con 2 figli all’università. 43 anni. Capelli biondi, occhi chiari. Ucraina. Un giorno decide di venire in Italia. Il perchè? La vita non è semplice e facile, le difficoltà economiche sono tante e dalla parabola posta fuori il suo balcone ha visto che la nostra è una nazione ricca e in grado di offrire lavoro a tutti. Già Marco Travaglio in un suo vecchio articolo ha chiarito la situazione: “i primi problemi li ha con la legge Fini-Bossi che prevede che chi viene in Italia deve avere già un lavoro”. Una contraddizione. Si viene in Italia a cercarlo.

Ma tenta, viene in Italia e diventa la badante di Roberto. Tra tante italiane, perchè proprio Mashinka? Perchè passa un intero giorno ad accudire il nonno. Cura l’igiene personale, prepara il pranzo e la notte lo accompagna in bagno quando ha bisogno. Il tutto per 900 €. Qualche italiana vorrebbe lo stesso compenso, moltiplicato per 6 o per 7. Insomma fa quello che le italiane considerano troppo faticoso.

Poi Mashinka mentre porta il nonno a spasso, sente le solite frasette e i soliti commenti: “Questi immigrati rubano il lavoro a noi italiani”. “Gli stranieri? Rubano solamente”. E ritornando a casa, riflette sulla parola “dignità”. Parola troppo grande, per certe persone, che non ne conoscono neanche il significato. Rispetto soprattutto, che si può ottenere solo grazie alla cultura. Prendere in considerazione i dati di fatto e non parlare per sentito dire. Confrontarsi con la realtà. Aprire gli occhi.

Se solo ci fosse cultura, si eviterebbero certe situazioni. Sentir dire che i tunisini rubano il lavoro ai siciliani, dove in Sicilia la disoccupazione giovanile supera il 41% è un vero paradosso. Altro che sillogismo di Montaigne.

Ninna nanna, ninna oh, Napolitano a chi lo do?

30 Dic

Non c’è bisogno di aspettare che i “big” della Lega si riuniscono per sentire i soliti discorsi, ormai vecchi. Nella seconda edizione del “Berghém frecc”, manifestazione al centro sportivo di via Rio Re ad Albino, la Lega ha esagerato. Un pò oltre del solito. Oltre ai vari attacchi al governo Monti, Bossi ha ribadito: “Noi dobbiamo andare a Milano a confermare che con le buone o le meno buone che Padania sarà: adesso ci siamo rotti le balle”. Se prima c’era solo l’ipotesi “delle buone” ora il Senatur ipotizza anche l’ipotesi “delle meno buone”. I leghisti saranno anche capaci a parlare, ma si sono dimenticati che l’unica cosa da osservare e rispettare in Italia, la Repubblica Italiana, non sono certo i loro chiacchiericci, ma la Costituzione. Nella costituzione c’è un articolo, tra i principi fondamentali, il 5 che recita così: “La Repubblica una e indivisibile…”. Che gli piaccia o no, intanto c’è. E deve essere rispettato. Ma se non lo si capisce in maniera autonoma, in Italia c’è proprio un organo costituzionale, il Presidente della Repubblica che ha il compito di difendere l’unità nazionale e la Costituzione. Mi sembra che sia arrivato il momento di spendere due parole per mettere in risalto il comportamento leghista. E’ stato capace di fare Monti presidente del consiglio, creare un governo, dare risposte all’Europa e avere in parlamento una fiducia record. Può anche svolgere il suo ruolo.