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La storia di Marco Travaglio su Berlusconi e la zingara.

11 Mar

Se ci pensate, delle volte leggiamo sul giornale che hanno preso una zingara per la centesima volta e hanno scoperto che era stata arrestata altre 99 volte, ma sempre con nomi diversi e quindi risultava sempre la prima.

Era incensurata per la legge. Che cosa pensiamo di questa zingara? Che qualcosa di male abbia fatto perchè è impossibile che l’abbiano arrestata 100 volte, per sbaglio. Possono aver sbagliato 20 volte, 30 volte, 40 volte, ma 100 volte su 100 no.

Provate a trasportare questo ragionamento su di lui (riferito a Berlusconi). Il quale da anni si vanta di aver avuto 109 processi, poi dice 31, poi 40, poi 50, poi 102, cambiano a seconda del tasso di umidità. Ma sono sempre molti più di quelli che ha avuto, lui li esagera per vantarsene, per fare più bella figura. Perchè più ne ha avuti e più, secondo lui, riesce a dimostrare che è un perseguitato.

Se lo dice la zingara, le ridono in faccia e la ficcano dentro. Se lo dice Lui, lo credono, lo votano e lo mandano a palazzo Chigi.

(Marco Travaglio)

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Bersani ora devi ascoltarmi!

14 Feb

Caro Bersani,

mi sentivo in dovere di scriverti, in vista delle prossime elezioni del 24-25 febbraio. Oggi sono rimasto colpito da una foto pubblicata sulla bacheca della fan-page di Rivoluzione Civile. C’eravate voi. Tu e Antonio Ingroia. E il leader di Rivoluzione Civile ironicamente ha commentato: “Io prendo vino rosso, visto che noi siamo i veri rossi”.

Non credi sia opportuno creare una coalizione di “vera sinistra”, una coalizione che davvero gli Italiani vorrebbero, che davvero potrebbe governare il Paese in maniera progressista, tenendo, allo stesso tempo, lontano Mario Monti?

Io credo di si. E come me, tanti.

In effetti lo metteva in luce Travaglio (I capponi di Renzi): “Il sindaco di Firenze, anzi di Firenzi, Matteo Renzi accusa Ingroia e Rivoluzione Civile di “autogol” perché farebbe “vincere Berlusconi”. Bersani ripete che “c’è un solo voto utile per battere la destra ed è il voto al Pd”. Per carità, in politica e soprattutto in campagna elettorale ciascuno tira l’acqua al suo mulino. Ma c’è qualcosa di intellettualmente disonesto nel ricatto “o voti Pd o vince B.”.

Ma quello che più preoccupa sono le continue aperture a Monti e alla sua schiera: Casini, Fini e Co. Una cosa impensabile!

Lo sottolineava anche Videtta sul suo blog, Il Piantagrane, in un articolo chiarissimo (Sarà solo colpa vostra). Scriveva il blogger: “Gli elettori di sinistra, stanchi degli accordi di Palazzo e di dover sentire un giorno sì e l’altro pure che l’alleanza con Casini, Fini, Binetti, Monti e Buttiglione si farà, si rifugiano nel voto verso Grillo o Ingroia. Non per spirito di autolesionismo, non perché godono nel vedere il centrosinistra perdere, ma perché stufi di assistere ad una coalizione rinunciataria, pavida, subalterna, triste e grigia”.

Per il bene dell’Italia, per il mio futuro, per il futuro di tanti giovani miei coetanei, per tutti quelli che sono costretti ad andarsene, che sperano nel vedere questo Paese più equo, più giusto, più rinnovato: evitiamo di far vincere di nuovo B. Sarebbe un suicido per l’Italia! Ma allo stesso tempo c’è bisogno di una grande maggioranza alla Camera e al Senato, che permetta di approvare quelle riforme di cui l’Italia ha bisogno. Per uscire dalla crisi, per rimettere in sesto il Paese. E Mario Monti non è la soluzione.

Se poi rivincerà, se poi si andrà di nuovo ad elezioni anticipate per ingovernabilità, è vero si che gli Italiani se lo meritano. Sarà, però, anche colpa vostra. E come sosteneva Videtta, “il voto verso qualcun’altro una semplice conseguenza”.

Con Affetto, Antonio.

Tutti vogliono cacciare gli immigrati, ma non si può. Sono indispensabili per la nostra economia.

20 Apr

Voce del verbo sbraitare. Proprio così. C’è chi sbraita dalla mattina alla sera dicendo: “gli immigrati? Fuori dall’Italia”. Ma perché non li cacciano per davvero? Forse perché sono indispensabili. Forse perchè producono il 9,7% del PIL italiano, forse perchè ci servono.

Recentemente Marco Travaglio, ha menzionato il libro Patria di Enrico Deaglio, in cui è riportato un fantaracconto, di Massimo Ghirelli, che ipotizza e descrive un giorno senza di loro. Il suo era un fantaracconto, ma proviamo a spostarlo sulla realtà. Italia paralizzata: 24 ore di black out, non solo economico, ma anche sociale.

Prendiamo in esempio solo una categoria: badanti e colf. Una piccola storiella. Mashinka, sposata con 2 figli all’università. 43 anni. Capelli biondi, occhi chiari. Ucraina. Un giorno decide di venire in Italia. Il perchè? La vita non è semplice e facile, le difficoltà economiche sono tante e dalla parabola posta fuori il suo balcone ha visto che la nostra è una nazione ricca e in grado di offrire lavoro a tutti. Già Marco Travaglio in un suo vecchio articolo ha chiarito la situazione: “i primi problemi li ha con la legge Fini-Bossi che prevede che chi viene in Italia deve avere già un lavoro”. Una contraddizione. Si viene in Italia a cercarlo.

Ma tenta, viene in Italia e diventa la badante di Roberto. Tra tante italiane, perchè proprio Mashinka? Perchè passa un intero giorno ad accudire il nonno. Cura l’igiene personale, prepara il pranzo e la notte lo accompagna in bagno quando ha bisogno. Il tutto per 900 €. Qualche italiana vorrebbe lo stesso compenso, moltiplicato per 6 o per 7. Insomma fa quello che le italiane considerano troppo faticoso.

Poi Mashinka mentre porta il nonno a spasso, sente le solite frasette e i soliti commenti: “Questi immigrati rubano il lavoro a noi italiani”. “Gli stranieri? Rubano solamente”. E ritornando a casa, riflette sulla parola “dignità”. Parola troppo grande, per certe persone, che non ne conoscono neanche il significato. Rispetto soprattutto, che si può ottenere solo grazie alla cultura. Prendere in considerazione i dati di fatto e non parlare per sentito dire. Confrontarsi con la realtà. Aprire gli occhi.

Se solo ci fosse cultura, si eviterebbero certe situazioni. Sentir dire che i tunisini rubano il lavoro ai siciliani, dove in Sicilia la disoccupazione giovanile supera il 41% è un vero paradosso. Altro che sillogismo di Montaigne.

Il processo Mills di Berlusconi. Prevenire è meglio che curare.

9 Feb

E’ doveroso ricordare, per evitare che certe persone passino per oneste, quando in realtà non lo sono. Diceva Travaglio a Tutti in Piedi (17/06/2011): “Se ci pensate, delle volte leggiamo sul giornale che hanno preso una zingara per la centesima volta e hanno scoperto che era stata arrestata altre 99 volte, ma sempre con nomi diversi e quindi risultava sempre la prima. Era incensurata per la legge. Che cosa pensiamo di questa zingara? Che qualcosa di male abbia fatto perchè è impossibile che l’abbiano arrestata 100 volte, per sbaglio. Possono aver sbagliato 20 volte, 30 volte, 40 volte, ma 100 volte su 100 no. Provate a trasportare questo ragionamento su di lui (riferito a Berlusconi). Il quale da anni si vanta di aver avuto 109 processi, poi dice 31, poi 40, poi 50, poi 102, cambiano a seconda del tasso di umidità. Ma sono sempre molti più di quelli che ha avuto, lui li esagera per vantarsene, per fare più bella figura. Perchè più ne ha avuti e più, secondo lui, riesce a dimostrare che è un perseguitato. Se lo dice la zingara, le ridono in faccia e la ficcano dentro. Se lo dice Lui, lo credono, lo votano e lo mandano a palzzo chigi”.

Come dare torto a Travaglio. E a dire che con le sue balle e slogan di campagna elettorale riesce sempre a farla franca. “Volete voi una sinistra che introdurrebbe subito l’ICI? Volete una sinistra che raddoppierebbe le tasse? Che metterebbe un’imposta patrimoniale anche sugli immobili più piccoli? Che metta ancora le mani nelle vostre tasche?”. Queste sono le solite domande, ormai dal ’94, che Berlusconi rivolge agli elettori, nei suoi comizi pre-elezioni. Perchè non chiede: Volete voi che un indagato, accusato di corruzione, prostituzione minorile e abuso d’ufficio diventi presidente del consiglio?

Oggi parlerò, infatti, del processo Mills. L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari. Avrebbe infatti ricevuto 600mila dollari da parte di Berlusconi per dichiarare il falso durante gli interrogatori come testimone nei processi per le tangenti alla All Iberian e alla Guardia di Finanza, in cui era imputato anche il Cavaliere. O meglio, secondo l’accusa dei pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, avrebbe mentito o non detto tutto quello che sapeva. David Mills doveva però giustificare quella somma di denaro al fisco Inglese, il quale preoccupato, subito avvertì la magistratura italiana. Intanto però il commercialista dell’avvocato riceve una lettera, nella quale Mills stesso scriveva: ” Con le mie dichiarazioni ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai”. E in effetti Mills viene visto come il promotore del sistema delle off-shore (tra cui All Iberian, con sede nelle isole britanniche, di proprietà delle Fininvest) che permise a Berlusconi di racimolare liquidità, sottraendola al fisco, per poi finanziare i partiti amici, tra cui il PSI di Bettino Craxi.

E’ bene che questo gli Italiani lo sappiano, per evitare che “Mr B” riesca a imbrogliare loro di nuovo.

Il più grande giornalista di sempre: Marco Travaglio

20 Gen

E’ il “Cicerore” della seconda Repubblica, che con le sue “orazioni” fa davvero spavento a politici, assessori, ministri, amministratori delegati, presidenti, mafiosi, e chi più ne ha, più ne metta. Senza sconti per niente, e paura di nessuno. Ma soprattutto, con un solo obiettivo: difendere la legalità. E’ questa la parte più bella di Travaglio. Un ladro è un ladro. Non si hanno ladri di destra o di sinistra. E se uno è ladro, va denunciato sui giornali, per rendere la notizia visibile a tutti. E’ così che il giornalista torinese pubblica 20mila articoli, 30 libri. Partecipa a 150 trasmissioni televisive e a 2mila conferenze. Portando avanti inchieste, sparlando dei politici che hanno rovinato l’Italia, mettendo in evidenza i loro brogli, lanciando proposte e iniziative di governo, ma soprattutto, trattando sempre come primo tema, ogni forma di ingiustizia prediligendo la lotta alla mafia.

Con il suo stile di scrivere, perfetto e invidiabile. Tra un mix di sapere, novità e ironia, trasmette un mare di informazioni, ricche di particolari, che si lasciano leggere d’un fiato. Ma, soprattutto, nota dai fatti quello che agli altri sfugge, o quelli che gli altri non riescono a cogliere. E mette nell’aria quel “senso critico” che alla gente, agli elettori manca. La capacità di vedere la realtà da un’ottica critica.

E’ vero che le persone sono uniche. Ma alcune lo sono in tutti i sensi.  Lui è lui: Travaglio. Di uno simile non se ne vede neanche un ombra.