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Lettera aperta al Presidente Napolitano, al Presidente Letta e al Ministro Carrozza

15 Ott

 

Gent.mo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,

Gent.mo Presidente del Consiglio Enrico Letta,

Gent.mo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza,

 

 

sono profondamente indignato e Vi scrivo per porre alla Vostra attenzione una situazione, secondo me, di profonda gravità.

 

 

 

Mi chiamo Antonio Lo Mastro e lo scorso 9 settembre ero tra i banchi a svolgere il test per l’ammissione ai corsi di laurea in medicina e chirurgia.  Il bando di concorso parlava chiaro e io ero tra quelli che avevano diritto al cosiddetto “bonus maturità”. Tutto il mio test è stato svolto tenendo presente di quei punti. Mi sono fatto condizionare a tal punto da modificare la mia strategia di risposta. Da preferire il bianco all’incertezza: ad alcune domande, sulle quali ero indeciso, ho evitato di rispondere.  Quando esco dall’aula apprendo, invece, la notizia del DL che aboliva il bonus già da quest’anno.

 

 

 

Un’assurdità. Se il bonus “creava delle disparità nell’ingresso all’università” andava modificato o eliminato prima dello svolgimento delle prove. Era giusto così. Giustissimo. I ragazzi avrebbero avuto, così, tutto il tempo di leggere il nuovo bando e di organizzarsi a gestire la prova come meglio credevano. Avevano il tempo di riflettere. Avevano il tempo di decidere. Perché voi lo avete modificato introducendo i percentili e non lo avete eliminato del tutto? È giusto eliminare il bonus a concorso già svolto, come nel caso di veterinaria, o mentre il concorso si sta svolgendo, come nel caso di medicina? Vi siete chiesti se il vostro decreto poteva danneggiare qualcuno? Vi siete chiesti se il vostro decreto poteva modificare, in negativo, lo svolgimento delle prove di molti ragazzi? Vi siete chiesti se è scorretto e immorale cambiare le regole del gioco mentre il gioco si sta svolgendo?

 

 

 

Ho fatto sempre della legalità un valore. Ho fatto sempre del rispetto delle regole uno stile di comportamento. Invece il Governo mi ha deluso sotto questo punto di vista. Mi ha tradito. Lo dico convintamente. Lo dico perché lo penso. Lo dico perché me l’avete dimostrato. Lo dico perché io, per una sola domanda, sono rimasto fuori graduatoria, anche senza bonus. Lo dico perché, se solo avessi saputo prima che non avrei potuto beneficiare dei punti bonus, avrei comunque risposto alle domande alle quali ero indeciso, cambiando così completamente l’esito della mia prova.

 

 

 

Allo stesso tempo, credo però, che Voi possiate farmi ricredere su ciò che penso. Possiate dimostrare a me, e a tanti ragazzi che si trovano nella mia stessa condizione, che ci sbagliamo. Credo quindi che, prima che iniziano i corsi per questo anno accademico, possiate porre rimedio a questa vicenda, trovando una soluzione, come ad esempio, creare una “graduatoria incrociata”, ammettendo in sovrannumero tutti quelli che con il bonus hanno totalizzato un punteggio utile all’ingresso, senza nulla togliere a chi, con le nuove regole, ha comunque ottenuto il suo posto in facoltà. Solo così si può risanare l’ingiustizia fatta.

 

 

 

 

 

Confido nella Vostra attenzione.

 

Cordiali saluti.

 

Antonio Lo Mastro

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Perchè non liberalizzare gli accessi all’università ?

3 Feb

A che cavolo serve il numero chiuso? A niente. E chi si è appena iscritto a qualche facoltà universitaria, dove era obbligatorio fare i test lo sa bene. Anzi, forse a qualcosa serve. Creare inefficienza.

Prima di tutto il numero chiuso è anticostituzionale. E’ un nostro diritto seguire gli studi che vogliamo. Sarebbe più giusta un’indicazione prima dell’iscrizione. Poi, tra l’altro, se nel futuro saremo disoccupati, saranno problemi nostri, non certo importerà allo stato.

Seconda cosa il numero chiuso crea “falsi professionisti”. Uno scarso ingegnere o un pessimo medico. Ma, soprattutto, molti studenti non hanno la loro possibilità di mostrare la loro abilità in un determinato settore, proprio perchè bloccati dai test di ammissione.

I test non selezionano un bel niente, le domande non sono inerenti a ciò che si deve selezionare. Senza parlare di trucchetti vari che si fanno nelle varie facoltà, dove “i figli di papà”, devono entrare a forza.

Si parla tanto di liberalizzazioni. Perchè non liberalizziamo anche gli accessi alle facoltà a numero chiuso. Ci sarebbe la “selezione naturale” a sistemare i numeri in eccesso. Si darebbe la possibilità a tutti di fare quello che si vuole, ma soprattutto si creerebbe in Italia, un sistema di professionisti efficienti. Dove ognuno, guidato dalla passione per la facoltà scelta, si impegnerebbe al massimo, mostrando grandi risultati. Solo così, si può rilanciare la crescita. Facendo un’università pubblica e accessibile a tutti.

Cosa produce il numero chiuso a medicina? Carenza di medici. Nel 2014 ne mancheranno 22mila.

12 Gen

Il boom delle iscrizioni a medicina e chirurgia c’è stato negli anni 70′-80′, ma tra qualche anno l’Italia potrebbe essere a secco di medici. Scriveva qualche mese fa sul Corriere della Sera Margherita De Bac, “un’emorragia inesorabile” che “se non verrà tamponata porterà in breve tempo al dissanguamento della sanità pubblica in termini di medici”. Le cifre sono nere. Dal 2012 al 2014 è prevista una carenza di 18mila medici, che diventeranno 22mila dal 2014 al 2018. Ma saranno soprattuto alcune categorie di medici a scomparire: quelli che più servono al nostro paese. Ad esempio. Noi siamo una popolazione vecchia. A confermarlo sono i dati dell’istat. E mancheranno a partire dal 2012 i geriatri. Ma non solo: anestesia, radiologia, pediatria, nefrologia e tutta la chirurgia, saranno i campi più carenti.

Prima conseguenza: giovani studenti che aspirano a diventare medici verranno bloccati. Un grande danno per la ricerca. Potenziali medici, con particolare passione per la professione, che potrebbero scoprire cure per malattie oggi incurabili.

Seconda conseguenza: ricorreremo all’assunzione del personale straniero come in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. E questa era solo la seconda parte.

Ecco perchè il numero chiuso all’università è una truffa

5 Gen

Oggi vi racconto un storia che non tutti sanno, ma che condiziona il futuro di migliaia di studenti. Si tratta del dottor Massimo Citro. Nonostante già fosse medico a Torino, con due lauree e un’esperienza di oltre 20 anni, ha deciso di verificare i tanto discussi “test di ammissione” all’università. Si è presentato nel lontano 2008, ha fatto le prove ed è stato bocciato. Una contraddizione. Un medico laureato in medicina e chirurgia con 110 e lode che non è idoneo a fare il medico.

Può sembrare strano, ma è così. Il risultato fu commentato testualmente: ” Il mio timore è questo. E’ che si impedisca a personalità, a ventenni che hanno genialità o che possono essere dei bravissimi medici, di giocarsi le loro carte nella facoltà di medicina”.

Tanto per farvi un esempio. Un potenziale medico può anche essere bocciato ai test di ammissione perchè non sa un sinonimo di valigiare, o per il contrario di evasivo.

E’ la fotografia del nostro sistema scolastico, di come vengono prescelti i futuri medici, di come funziona in Italia. E questa è solo la prima parte. E poi ci lamentiamo della malasanità.