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Da Obama alla primavera araba a Emergency. Così hanno usato la potenza del web.

8 Feb

Sfruttare la potenza del web. Non c’è scelta migliore per diffondere un’iniziativa. Diceva Albert Einstein: “C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà”. Io dico c’è una forza più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: il web.

Ed è proprio così. E’ grazie al web che certi processi, di grande portata storica, sono avvenuti. E’ grazie al web, ad esempio, che si è diffusa la primavera araba, le cui rivoluzioni hanno portato alla caduta dei dittatori. Da Mubarak in Egitto, a Gheddafi in Libia e a Ben Ali in Tunisia. Oppure il caso di Barack Obama che ha lanciato la sua campagna elettorale su internet ed è stato eletto Presidente degli Stati Uniti, portandosi dietro tutti i suoi record.

Ora è Emergency ad appellarsi al web. E’ stato, infatti, caricato su youtube da parte di EmergencyOnlus un video (Hai una richiesta di amicizia da Kabul, accetti?) dalla durata di 1:21, ma da un messaggio importante. Il contenuto multimediale metteva in risalto la potenza dei network. “I social media stanno cambiando il nostro modo di diffondere le idee e di agire. Solo in Italia ci sono 21 milioni di utenti iscritti a facebook, ognuno dei quali ha in media 130 amici. Quando carichi un video, questo, attraverso la tua rete di amici, può raggiungere milioni di persone in pochissimo tempo”. L’associazione di Gino Strada, “per non smettere di curare le persone” chiedeva semplicemente due gesti. Inviare un SMS al numero 45508 da 2 euro, ma soprattutto di condividere il video su facebook.

La forza dei network è davvero immensa. Il web è una risorsa, una voce libera, vitale per la nostra democrazia. Ma è fondamentale difenderlo.

Nel 2011 anche l’Italia ha avuto la sua “primavera”

31 Dic

Per diverse motivi, proprio non ci possiamo lamentare del 2011. E’ vero, la crisi c’è stata e ha colpito molte famiglie. Il terremoto ha distrutto il Giappone e Steve Jobs è morto. Ma non dobbiamo comunque dimenticarci della “primavera araba” e anche della “primavera italiana”. E’ stato il 2011  l’anno delle rivolte, che hanno portato alla caduta dei dittatori. Da Mubarak in Egitto, a Gheddafi in Libia e a Ben Ali in Tunisia. Bin Laden è stato ucciso, anche se fosse stato più corretto che il terrorista iniziasse il nuovo anno scontando la sua pena in qualche cella di qualche carcere dopo un regolare processo, non come hanno agito gli agenti americani. Anche in Italia c’è stata una bella primavera. Per dirla con Marco Travaglio il 2011: “un ribaltone che più totale non si può, consumato in appena 12 mesi che han cambiato l’Italia più che in 17 anni”. Pisapia, De Magistris e Zedda vengono eletti sindaci rispettivamente di Milano, Napoli e Cagliari. L’Italia unita compie 150 anni e gli Italiani decidono il loro futuro vincendo i Referendum. Il 12 novembre Berlusconi rassegna le sue dimissioni. Finalmente finisce l’antipolitica. E’ questo l’evento più importante di tutto l’anno, altro che “primavera araba”. Possiamo lamentarci? Io credo proprio di no. Ma dobbiamo essere vigili e mantenere quello che abbiamo conquistato. Mica vogliamo farci fregare nel 2012?