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Il processo Bnl-Unipol di Berlusconi. Uno dei tanti.

8 Feb

Il processo Bnl-Unipol inizierà il 15 marzo. Berlusconi è stato rinviato a giudizio da parte del GUP di Milano Maria Grazia Domanico. L’ex premier è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio.

Ai tempi della scalata di Bnl da parte di Unipol, il Cavaliere sarebbe venuto in possesso dell’intercettazione tra Giovanni Consorte (il presidente di Unipol) e Piero Fassino grazie agli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli. Berlusconi si difende e, proprio ieri, ha detto davanti al Gup: “Mai ascoltato conversazioni del genere”, altrimenti “me ne sarei ricordato”. Secondo le ricostruzioni, invece, la vigilia di Natale del 2005, il Cavaliere, comodamente dalla sua villa di Arcore, ha ascoltato l’intercettazione che era stata presa in maniera illecita, in quando il file era agli atti dell’indagine. Fu poi data al fratello Paolo e pubblicata sulla prima pagina del quotidiano “Il Giornale”, il 31 dicembre 2005, qualche mese prima delle elezioni politiche del 2006.

Si apre così un altro processo. Ma i processi milanesi a carico di Berlusconi sono ben 4. Il processo Mills, in cui è accusato di corruzione per aver dato 600mila dollari all’avvocato inglese, affinché rilasciasse dichiarazioni false, il processo Ruby, in cui è accusato di prostituzione minorile e abuso di ufficio e il processo per la compravendita dei diritti tv Mediaset, accusato di irregolarità nella compravendita di films americani.

 

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Il processo Mills e la vicina prescrizione per Berlusconi

18 Gen

Il processo Mills deve finire come è iniziato. L’avvocato inglese è stato condannato in quanto “corrotto”, ma il “corruttore” ancora non è saltato fuori. Non lo vogliono far saltare fuori. O meglio, non vuole lui farsi processare.

Quando era Presidente del Consiglio, come anche ora, al processo Mills ci teneva e ci tiene tanto. Addirittura, mentre la disoccupazione giovanile saliva ai massimi storici, le famiglie non arrivavano a fine mese e la crisi colpiva milioni di Italiani, si tenevano occupate le aule della Camera e del Senato per votare le leggi ad personam che lui stesso si faceva per scampare ai processi. Poi ci lamentiamo della giustizia e della situazione economica catastrofica in cui ci troviamo. E le ha sperimentate davvero tutte. Nell’agosto 2008 entra in vigore una delle tante leggi ad personam: il lodo Alfano. Giustamente, il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale si pronuncia e dichiara incostituzionale la legge, in contrasto con gli articoli 3 e 138 della Costituzione. Il Cavaliere non si arrende e il 7 aprile 2010 entra in vigore il legittimo impedimento. Altra legge ad personam per impedire a Berlusconi di andare in tribunale. Di Pietro e l’IDV raccolgono le firme per i referendum del 12 e 13 giugno scorso. Il quorum viene raggiunto, e il 95% dei votanti dice ancora una volta che la legge è uguale per tutti. Ci prova anche in altri modi, il “processo breve”ma vede che non funziona e allora ci prova con il “processo lungo”.

Tutto questo a doppio danno degli Italiani. Da una parte la legge non è ancora una volta uguale per tutti, dall’altra si parla dei problemi giudiziari dell’ex Presidente del Consiglio senza risolvere i veri problemi di cui la nazione soffriva e ne soffre ancora oggi. Berlusconi non è più Presidente del Consiglio, ma un paio di giorni fa arriva un altro stop. Mills non sta bene e per questo non si è presentato. Inoltre dovrà essere ricoverato e per altre due settimane non potrà essere presente. Il collegio, ha chiesto però alle autorità inglesi di nominare un medico indipendente per accertarsi delle reali condizioni dell’avvocato inglese.