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Il pensiero di un’insegnate della Scuola Pubblica prima del voto.

24 Feb

“Domenica e lunedì si vota nelle scuole pubbliche. Guardatevi intorno, guardate i soffitti, i bagni , le porte, l’intonaco. Guardate dove noi tutto il giorno viviamo e cerchiamo nei nostri limiti umani di costruire, formare e conservare una memoria. Guardate dove lavoriamo, in che condizioni, e pensate che i vostri figli passano più tempo della loro vita dentro quelle aule che in casa vostra. E pensate che lì si forma un cittadino, la sua libertà e la sua vita. Poi votate …”

Claudia Pepe, insegnante

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Il 24-25 febbraio voterò Sinistra Ecologia Libertà, per un Paese che investa su Scuola Pubblica, Università e Ricerca.

19 Feb

Premesso che sono di sinistra e indipendente, non legato ad alcuna logica di partito, il prossimo 24-25 febbraio voterò Sinistra Ecologia Libertà.

Non tanto per il “voto utile” come Bersani ripete da tempo. Nè tantomeno per il ricatto “o voti Pd o vince B.”. Ma per il suo programma.

Diceva Italo Calvino: “Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perchè le risorse mancano, o i costi sono eccessivi.
Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”.

E SEL è l’unico partito ad inserire nel programma una riforma della scuola così come all’Italia serve.

Nella classifica OCSE sugli investimenti nell’istruzione, l’Italia occupa le ultime posizioni. Siamo penultimi, al 31° posto su 32. L’Italia spende per questo settore solo il 9% del totale della spesa pubblica, quando la media dei paesi industrializzati è superiore al 13%.

Vendola osserva: “Il sistema delle barriere d’accesso, tasse alte e numero chiuso, ha ridotto la qualità della formazione e la quantità di persone laureate. Così l’università attuale non è più uno strumento per poter migliorare la propria condizione sociale. […] Siamo l’unico paese nel mondo industrializzato che non considera il finanziamento alla formazione pubblica come strumento anticiclico, per contrastare la crisi e frenare gli effetti della precarizzazione del mondo del lavoro”.

E rilancia:

1) Una riforma del sistema della formazione che punti in primo luogo ad equiparare le risorse e gli investimenti per l’istruzione italiana a quelli della media europea, in linea con quel che richiede l’Europa attraverso il programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

2)Scuole pubbliche di qualità in tutto il territorio nazionale, che operino in reale autonomia, garantendo gli Organi Collegiali.

3)Un nuovo programma di edilizia scolastica, recuperando risorse attraverso il taglio delle spese per l’acquisto degli inutili aerei da guerra F-35, che rinnovi le strutture e le adegui alla normativa antisismica, le doti di connettività, di laboratori e degli altri strumenti necessari.

4)Ben tre generazioni di insegnanti sono intrappolati nella vergognosa gabbia della precarietà. Per questo propongono un piano pluriennale di immissione in ruolo dei precari.

5)La qualità delle nostra scuola va costantemente valutata e misurata. Per questo intendono istituire un percorso di valutazione complessivo del sistema scolastico, così da verificarne l’adeguatezza e la rispondenza alle necessità espresse dagli studenti e dai cambiamenti sociali e culturali in atto.

6)Ma la scuola è anche degli studenti, mentre oggi il diritto allo studio è fortemente messo in discussione dall’aumento delle tasse, dai costi non più sostenibili delle famiglie per l’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico, dall’erosione delle borse di studio. Vanno messe in campo con urgenza le risorse necessarie a garantire le borse di studio, forme di reddito indiretto come la mobilità gratuita per gli studenti, e strumenti fiscali come la deducibilità delle spese per la scuola.

7)Università e ricerca devono essere considerati beni pubblici essenziali. Vogliono invertire subito la rotta dei governi precedenti, garantendo la possibilità di formazione a tutti, cancellando il numero chiuso come metodo di accesso all’università. Significa rifinanziare l’intero sistema di diritto allo studio, sia per le borse di studio, in particolare per gli studenti di dottorato il finanziamento deve essere sempre garantito, sia per le residenze studentesche, e parte delle risorse possono essere reperite da coloro che ne hanno beneficiato eludendo fin qui il fisco.

8)La contribuzione studentesca deve essere progressiva in base alle condizioni economiche e patrimoniali, senza penalizzare gli studenti fuori corso, part-time e lavoratori.

9)Un piano straordinario per l’immissione in ruolo di ricercatori a tempo determinato attraverso uno speciale programma di assunzione. Bisogna favorire la creazione di spin-off dalla ricerca pubblica, semplificare le start-up.

10)Occorre garantire la trasparenza nella gestione dei fondi, sia nell’assegnazione che nei concorsi.

Inoltre vi dico altro.

Il 24-25 febbraio, se potessi, voterei Maso Notarianni e Vota etico, in coalizione con Ambrosoli Lombardia 2013 alle elezioni regionali in Lombardia perchè negli ultimi 10 anni ha lavorato con EMERGENCY, ha fondato un quotidiano online che si chiama PeaceReporter e E-ilMensile.

Il 24-25 febbraio, se potessi, voterei Marco Furfaro e SEL, con Nicola Zingaretti Presidente, alle elezioni regionali del Lazio, perchè porta avanti da sempre la sua battaglia contro la precarietà.

E’ vero. Alcune cose possono sembrare utopiche. Rimane pur sempre un programma, ma Sinistra Ecologia Libertà e Nichi Vendola sono stati gli unici a scriverlo. Sono stati gli unici a scrivere in maniera così dettagliata una riforma della scuola così strutturata. Così come all’Italia serve.

Ho cercato di fare una scelta giusta. Una scelta che serve al nostro Paese per farlo rinascere, per portarlo agli standard di una volta. Per ritornare a sentire l’orgoglio di essere Italiani.

Per questo voterò SEL e se un giorno mi deluderà se un giorno sbaglieranno anche loro, o non rispetteranno quello che hanno scritto, avrò sempre modo di prenderne le distanze e di criticarli per non aver mantenuto un patto con gli elettori.

Ma soprattutto, come avrebbe detto Enrico Berlinguer: “Compagni, votate tutti, affinché il sacrificio dei giovani della Resistenza non sia stavo vano”.